Bugiardino Haldol 5 mg/ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare 5 fiale

prezzo indicativo: €3,56

Indice


Consultando il foglietto illustrativo di Haldol 5 mg/ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare 5 fiale si accettano le condizioni del sito


Indicazioni terapeutiche

HALDOL soluzione iniettabile è indicato in pazienti adulti per: • rapido controllo dell’agitazione psicomotoria acuta grave associata a disturbo psicotico o episodi maniacali del disturbo bipolare I quando la terapia orale non è appropriata • trattamento acuto del delirio quando i trattamenti non farmacologici hanno fallito • trattamento della corea, da lieve a moderata, nella malattia di Huntington, quando altri farmaci sono inefficaci o non tollerati e la terapia orale non è appropriata • profilassi, da solo o in associazione, in pazienti con rischio da moderato ad alto di nausea e vomito postoperatori quando altri medicinali sono inefficaci o non tollerati • trattamento, in associazione, di nausea e vomito postoperatori quando altri farmaci sono inefficaci o non tollerati.

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Posologia

Posologia Adulti Si raccomanda una dose iniziale bassa, e questa deve essere aggiustata in base alla risposta del paziente al fine di determinare la dose minima efficace (vedere paragrafo 5.2). Le dosi raccomandate per HALDOL soluzione iniettabile sono presentate nella Tabella 1. Tabella 1: dosi raccomandate di aloperidolo negli adulti di età pari e superiore a 18 anni

Rapido controllo dell’agitazione psicomotoria acuta grave associata a disturbo psicotico o episodi maniacali del disturbo bipolare I quando la terapia orale non è appropriata
• 5 mg per via intramuscolare.
• Può essere ripetuto ogni ora fino a raggiungere un sufficiente controllo dei sintomi.
• Nella maggior parte dei pazienti, dosi fino a 15 mg/giorno sono sufficienti. La dose massima è di 20 mg/giorno.
• L’uso continuato di HALDOL deve essere valutato all’inizio del trattamento (vedere paragrafo 4.4). Il trattamento con HALDOL soluzione iniettabile deve essere interrotto non appena clinicamente indicato e, se è necessario un ulteriore trattamento, si deve iniziare l’aloperidolo orale con uno schema posologico di conversione 1:1, seguito da un aggiustamento della dose in base alla risposta clinica.
Trattamento acuto del delirio quando i trattamenti non farmacologici hanno fallito
• Da 1 a 10 mg per via intramuscolare.
• Il trattamento deve essere iniziato con la dose più bassa possibile e la dose deve essere aggiustata con incrementi ad intervalli da 2 a 4 ore se l’agitazione continua, fino ad un massimo di 10 mg/giorno.
Trattamento della corea, da lieve a moderata, nella malattia di Huntington, quando altri farmaci sono inefficaci o non tollerati e la terapia orale non è appropriata
• Da 2 a 5 mg per via intramuscolare.
• Può essere ripetuto ogni ora fino ad ottenere un sufficiente controllo dei sintomi o fino ad un massimo di 10 mg/giorno.
Profilassi di nausea e vomito postoperatori, da solo o in associazione, in pazienti con rischio da moderato ad alto quando altri medicinali sono inefficaci o non tollerati
• Da 1 a 2 mg per via intramuscolare, in induzione o 30 minuti prima della fine dell’anestesia.
Trattamento, in associazione, di nausea e vomito postoperatori quando altri farmaci sono inefficaci o non tollerati
• Da 1 a 2 mg per via intramuscolare
Sospensione del trattamento È consigliabile la sospensione graduale di aloperidolo (vedere paragrafo 4.4). Popolazioni speciali Anziani La dose iniziale raccomandata di aloperidolo nei pazienti anziani è metà della dose più bassa per gli adulti. Ulteriori dosi possono essere somministrate e aggiustate in base alla risposta del paziente. Nei pazienti anziani è raccomandato un prudente e graduale aumento della dose. La dose massima è di 5 mg/giorno. Dosi superiori a 5 mg/giorno devono essere considerate solo per pazienti che hanno tollerato dosi più alte e dopo una rivalutazione del profilo individuale di rischio/beneficio del paziente. Compromissione renale L’influenza della compromissione renale sulla farmacocinetica di aloperidolo non è stata valutata. Non è raccomandato alcun aggiustamento della dose, ma si raccomanda cautela nel trattare pazienti con compromissione renale. Comunque, pazienti con compromissione renale severa potrebbero richiedere una dose iniziale più bassa, con dosi successive somministrate ed aggiustate in base alla risposta del paziente (vedere paragrafo 5.2). Compromissione epatica L’influenza della compromissione epatica sulla farmacocinetica di aloperidolo non è stata valutata. Dal momento che l’aloperidolo è ampiamente metabolizzato nel fegato, si raccomanda di dimezzare la dose iniziale. Le successive dosi possono essere somministrate e aggiustate in base alla risposta del paziente (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di HALDOL soluzione iniettabile nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni di età non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione HALDOL soluzione iniettabile è raccomandato solo per uso intramuscolare (vedere paragrafo 4.4). Per le istruzioni sulla manipolazione di HALDOL soluzione iniettabile, vedere paragrafo 6.6.

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Controindicazioni

• Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 • Stato comatoso • Depressione del sistema nervoso centrale (SNC) • Morbo di Parkinson • Demenza a corpi di Lewy • Paralisi sopranucleare progressiva • Noto prolungamento dell’intervallo QT o sindrome congenita del QT lungo • Recente infarto acuto del miocardio • Insufficienza cardiaca scompensata • Soggetti con storia di aritmia ventricolare o torsione di punta • Ipopotassiemia non corretta • Trattamento concomitante di farmaci che prolungano l’intervallo QT (vedere paragrafo 4.5)

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Avvertenze e precauzioni

Aumento della mortalità nelle persone anziane con demenza Rari casi di morte improvvisa sono stati riportati in pazienti psichiatrici che hanno ricevuto antipsicotici, tra cui aloperidolo (vedere paragrafo 4.8). Pazienti anziani affetti da psicosi correlata a demenza trattati con farmaci antipsicotici mostrano un aumentato rischio di morte. L’analisi di diciassette studi clinici controllati verso placebo (durata modale di 10 settimane), prevalentemente in pazienti in terapia con farmaci antipsicotici atipici, ha rivelato un rischio di morte compreso tra 1,6 e 1,7 volte maggiore in pazienti trattati con farmaci antipsicotici rispetto ai pazienti trattati con placebo. Nel corso di un tipico studio controllato della durata di 10 settimane, il tasso di mortalità è stato di circa il 4,5% nei pazienti trattati con antipsicotici rispetto a circa il 2,6% nel gruppo placebo. Sebbene le cause di morte fossero varie, la maggior parte dei decessi è sembrata essere di natura cardiovascolare (ad esempio, insufficienza cardiaca, morte improvvisa) o di natura infettiva (ad esempio, polmonite). Studi osservazionali suggeriscono che il trattamento di pazienti anziani con aloperidolo è anche associato ad un aumento della mortalità. Questa associazione può essere più forte per aloperidolo che per farmaci antipsicotici atipici, è più pronunciata nei primi 30 giorni dopo l’inizio del trattamento e persiste per almeno 6 mesi. La misura in cui questa associazione è attribuibile al farmaco, come al contrario essere confusa dalle caratteristiche del paziente, non è ancora stata chiarita. HALDOL soluzione iniettabile non è indicato per il trattamento dei disturbi del comportamento correlati a demenza. Effetti cardiovascolari Con aloperidolo sono stati riportati casi di prolungamento dell’intervallo QTc e/o aritmie ventricolari, in aggiunta a casi di morte improvvisa (vedere paragrafi 4.3 e 4.8). Il rischio di questi eventi sembra aumentare con dosi elevate, elevate concentrazioni plasmatiche in pazienti predisposti o con l’uso parenterale, in particolare con somministrazione endovenosa. HALDOL soluzione iniettabile è consigliato solo per uso intramuscolare. Comunque, se somministrato per via endovenosa, deve essere eseguito un continuo monitoraggio ECG per il prolungamento dell’intervallo QTc e per le aritmie ventricolari. Si consiglia di usare cautela nei pazienti con bradicardia, malattie cardiache, storia familiare di prolungamento del QTc o storia di alcolismo. Cautela è anche richiesta in pazienti con potenziali elevate concentrazioni plasmatiche (vedere paragrafo 4.4, "Metabolizzatori lenti del CYP2D6). Prima della somministrazione intramuscolare è raccomandato eseguire un ECG basale. Durante la terapia, la necessità di un monitoraggio ECG per il prolungamento dell’intervallo QTc e per le aritmie ventricolari deve essere valutato in tutti i pazienti, ma il monitoraggio ECG continuo è raccomandato per dosi intramuscolari ripetute. Il monitoraggio ECG è raccomandato fino a 6 ore dopo la somministrazione ai pazienti di HALDOL soluzione iniettabile per la profilassi o il trattamento di nausea e vomito post–operatori. In corso di terapia, si raccomanda di ridurre la dose se si osserva un prolungamento del QTc, ma aloperidolo deve essere interrotto se il QTc supera i 500 ms. Alterazioni elettrolitiche come ipopotassiemia e ipomagnesiemia aumentano il rischio di aritmie ventricolari e devono essere corrette prima di iniziare il trattamento con aloperidolo. Pertanto, si raccomanda il monitoraggio basale e periodico degli elettroliti. Sono stati segnalati anche tachicardia e ipotensione (inclusa ipotensione ortostatica) (vedere paragrafo 4.8). Si raccomanda cautela quando aloperidolo viene somministrato a pazienti che manifestano ipotensione o ipotensione ortostatica. Eventi cerebrovascolari In studi clinici randomizzati, controllati con placebo in pazienti affetti da demenza, c’è stato un aumento del rischio di eventi avversi cerebrovascolari con alcuni antipsicotici atipici di circa 3 volte. Studi osservazionali che hanno confrontato il tasso di ictus nei pazienti anziani esposti a qualsiasi antipsicotico rispetto al tasso di ictus in quelli non esposti a tali medicinali, hanno trovato un aumento del tasso di ictus tra i pazienti esposti. Questo aumento può essere maggiore con tutti i butirrofenoni, tra cui aloperidolo. Il meccanismo di questo aumento del rischio non è noto. Un aumento del rischio non può essere escluso per altre popolazioni di pazienti. HALDOL deve essere usato con cautela nei pazienti con fattori di rischio per l’ictus. Sindrome neurolettica maligna Aloperidolo è stato associato a sindrome neurolettica maligna, una risposta rara ed idiosincrasica caratterizzata da ipertermia, rigidità muscolare generalizzata, instabilità autonomica, stato di coscienza alterato e aumento dei livelli sierici di creatina fosfochinasi. L’ipertermia è spesso un segno precoce di tale sindrome. Il trattamento antipsicotico deve essere sospeso immediatamente e deve essere istituita una appropriata terapia di supporto ed un attento monitoraggio. Discinesia tardiva Può comparire discinesia tardiva in alcuni pazienti in terapia a lungo termine o dopo sospensione della terapia. Tale sindrome è caratterizzata principalmente da movimenti ritmici involontari della lingua, del viso, della bocca o della mandibola. Le manifestazioni possono essere permanenti in alcuni pazienti. La sindrome può essere mascherata con la ripresa del trattamento, con l’aumento della dose o passando ad un altro antipsicotico. Se compaiono segni e sintomi di discinesia tardiva, deve essere considerata la sospensione di tutti gli antipsicotici, incluso HALDOL Sintomi extrapiramidali Possono insorgere sintomi extrapiramidali (ad esempio tremore, rigidità, ipersalivazione, bradicinesia, acatisia, distonia acuta). L’uso di aloperidolo è stato associato allo sviluppo di acatisia, caratterizzata da irrequietezza soggettivamente spiacevole o penosa e dal bisogno di muoversi, spesso accompagnata da incapacità di stare seduto o immobile. Questo è più probabile che si verifichi entro le prime settimane di trattamento. Nei pazienti che sviluppano questi sintomi, l’aumento della dose può essere dannoso. La distonia acuta può verificarsi durante i primi giorni di trattamento con HALDOL, ma è stata riportata anche successivamente nonché dopo un aumento della dose. Sintomi distonici possono includere, ma non sono limitati a questi, torcicollo, smorfie facciali, trisma, protrusione della lingua, e movimenti oculari anomali, tra cui crisi oculogire. I maschi e le fasce più giovani sono a più alto rischio di sperimentare tali reazioni. La distonia acuta può necessitare l’interruzione del medicinale. Farmaci antiparkinson di tipo anticolinergico possono essere prescritti se necessario per gestire i sintomi extrapiramidali, ma si raccomanda di non prescriverli routinariamente come misura preventiva. Se è necessario il trattamento concomitante con un farmaco antiparkinson, questo deve essere continuato dopo la sospensione di HALDOL se la sua escrezione è più rapida rispetto a quella dell’aloperidolo, allo scopo di evitare lo sviluppo o l’aggravamento di sintomi extrapiramidali. Il possibile aumento della pressione intraoculare deve essere considerato quando i medicinali anticolinergici, compresi i prodotti medicinali antiparkinson, vengono somministrati in concomitanza con HALDOL. Crisi convulsive/Convulsioni È stata riportata l’insorgenza di crisi convulsive scatenate da aloperidolo. Si raccomanda cautela nei pazienti epilettici e che presentano condizioni che predispongono alle convulsioni (ad esempio sospensione dell’alcol e danno cerebrale). Effetti epatobiliari Dato che aloperidolo è metabolizzato dal fegato, si raccomanda metà della dose e cautela in pazienti con compromissione epatica (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). Sono stati riportati casi isolati di anomalie nella funzionalità epatica o epatiti, più spesso colestatiche. Effetti sul sistema endocrino La tiroxina può facilitare la tossicità di aloperidolo. La terapia antipsicotica in pazienti con ipertiroidismo deve essere intrapresa solo con cautela e deve essere sempre accompagnata da una terapia per raggiungere uno stato eutiroideo. Gli effetti ormonali degli antipsicotici includono iperprolattinemia, che può causare galattorrea, ginecomastia e oligomenorrea o amenorrea (vedere paragrafo 4.8). Studi su colture tissutali suggeriscono che la crescita cellulare nei tumori della mammella umani potrebbe essere stimolata dalla prolattina. Anche se nessuna chiara associazione con la somministrazione di antipsicotici e tumori alla mammella umani è stata dimostrata in studi clinici ed epidemiologici, si raccomanda cautela nei pazienti con storia medica rilevante. HALDOL deve essere usato con cautela nei pazienti con pre–esistente iperprolattinemia e in pazienti con possibili tumori prolattina–dipendenti (vedere paragrafo 5.3). Sono stati riportati con aloperidolo casi di ipoglicemia e di sindrome da inappropriata secrezione di ADH (ormone antidiuretico) (vedere paragrafo 4.8). Tromboembolismo venoso Casi di tromboembolismo venoso (TEV) sono stati riportati con antipsicotici. Dal momento che i pazienti trattati con antipsicotici presentano spesso fattori di rischio acquisiti per TEV, tutti i possibili fattori di rischio per TEV devono essere identificati prima e durante il trattamento con HALDOL e devono essere adottate misure preventive. Risposta al trattamento e sospensione Nella schizofrenia, la risposta al trattamento antipsicotico può essere ritardata. Se vengono sospesi gli antipsicotici, la ricorrenza di sintomi correlati alla malattia di base può non diventare evidente per diverse settimane o mesi. Ci sono state segnalazioni molto rare di sintomi di astinenza acuta (tra cui nausea, vomito e insonnia) dopo la sospensione improvvisa di alte dosi di antipsicotici. La sospensione graduale è consigliabile come misura precauzionale. Pazienti con depressione HALDOL non deve essere usato in monoterapia nei casi in cui la depressione è predominante. Può essere associato a farmaci antidepressivi nelle condizioni in cui coesistano depressione e psicosi (vedere paragrafo 4.5). Passaggio da mania a depressione Nel trattamento di episodi maniacali del disturbo bipolare c’è un rischio per i pazienti di passare dalla mania alla depressione. Il monitoraggio dei pazienti per il passaggio a episodi depressivi, che si portano dietro rischi come il comportamento suicidario, è importante al fine di intervenire quando questi passaggi avvengono. Metabolizzatori lenti di CYP2D6 HALDOL deve essere usato con cautela nei pazienti noti per essere metabolizzatori lenti del citocromo P450 (CYP) 2D6 e a cui viene co–somministrato un inibitore del CYP3A4.

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Interazioni

Sono stati effettuati studi d’interazione solo negli adulti. Effetti cardiovascolari HALDOL è controindicato in associazione ad altri farmaci che inducono un prolungamento dell’intervallo QTc (vedere paragrafo 4.3). Gli esempi includono: • antiaritmici di classe IA (per esempio disopiramide, chinidina) • antiaritmici di classe III (per esempio amiodarone, dofetilide, dronedarone, ibutilide, sotalolo) • alcuni antidepressivi (ad esempio citalopram, escitalopram) • alcuni antibiotici (ad esempio azitromicina, claritromicina, eritromicina, levofloxacina, moxifloxacina, telitromicina) • altri antipsicotici (ad esempio derivati fenotiazinici, sertindolo, pimozide, ziprasidone) • alcuni antifungini (ad esempio pentamidina) • alcuni antimalarici (ad esempio alofantrina) • alcuni farmaci gastrointestinali (ad esempio dolasetron) • alcuni farmaci utilizzati nel cancro (ad esempio toremifene, vandetanib) • alcuni altri farmaci (es bepridil, metadone) Questo elenco non è esaustivo. Si raccomanda cautela quando HALDOL è usato in associazione a farmaci che possono provocare squilibrio elettrolitico (vedere paragrafo 4.4). Farmaci che possono aumentare le concentrazioni plasmatiche di aloperidolo Aloperidolo è metabolizzato attraverso diverse vie (vedere paragrafo 5.2). Le vie principali sono la glucuronidazione e la riduzione chetonica. È coinvolto anche il sistema enzimatico del citocromo P450 (CYP), in particolare CYP3A4 e, in misura minore, CYP2D6. L’inibizione di queste vie metaboliche da parte di un altro farmaco o una diminuzione dell’attività enzimatica del CYP2D6 può causare un aumento delle concentrazioni di aloperidolo. L’effetto di inibizione del CYP3A4 e della diminuzione dell’attività dell’enzima CYP2D6 può essere additivo (vedere paragrafo 5.2). Sulla base di informazioni limitate e, a volte contrastanti, il potenziale aumento delle concentrazioni plasmatiche di aloperidolo quando un inibitore del CYP3A4 e/o CYP2D6 viene co–somministrato può variare tra il 20 e il 40%, anche se in alcuni casi, sono stati segnalati aumenti fino al 100%. Esempi di farmaci che possono aumentare le concentrazioni plasmatiche di aloperidolo (sulla base dell’esperienza clinica o del meccanismo di interazione farmacologica) includono: • inibitori del CYP3A4 – alprazolam, fluvoxamina, indinavir, itraconazolo, ketoconazolo, nefazodone, posaconazolo, saquinavir, verapamil, voriconazolo. • inibitori del CYP2D6 – bupropione, clorpromazina, duloxetina, paroxetina, prometazina,sertralina, venlafaxina • inibitori misti CYP3A4 e CYP2D6: fluoxetina, ritonavir • meccanismo incerto: buspirone Questo elenco non è esaustivo. L’aumento delle concentrazioni plasmatiche di aloperidolo può causare un aumento del rischio di eventi avversi, tra cui un prolungamento dell’intervallo QTc (vedere paragrafo 4.4). Sono stati osservati aumenti del QTc quando l’aloperidolo è stato somministrato con una combinazione degli inibitori metabolici ketoconazolo (400 mg/giorno) e paroxetina (20 mg/giorno). Si raccomanda che i pazienti che assumono aloperidolo in concomitanza con tali medicinali siano monitorati per segni o sintomi di aumento o per prolungati effetti farmacologici di aloperidolo, e che la dose di HALDOL sia diminuita come ritenuto necessario.Farmaci che possono ridurre le concentrazioni plasmatiche di aloperidolo La co–somministrazione di aloperidolo con potenti induttori enzimatici del CYP3A4 può diminuire gradualmente le concentrazioni plasmatiche di aloperidolo a tal punto che l’efficacia può essere ridotta. Gli esempi includono: • carbamazepina, fenobarbital, fenitoina, rifampicina, Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum). Questo elenco non è esaustivo. L’induzione enzimatica potrebbe essere osservata dopo pochi giorni di trattamento. La massima induzione enzimatica si vede generalmente dopo 2 settimane e potrebbe poi essere mantenuta per lo stesso periodo di tempo dopo l’interruzione della terapia con il farmaco. Durante il trattamento combinato con induttori del CYP3A4, si raccomanda che i pazienti siano monitorati e che la dose di HALDOL sia aumentata come ritenuto necessario. Dopo la sospensione dell’induttore del CYP3A4, la concentrazione di aloperidolo può aumentare gradualmente e pertanto potrebbe essere necessario ridurre la dose di HALDOL. Sodio valproato è noto inibire la glucuronidazione, ma non influenza i livelli plasmatici di aloperidolo. Effetti di aloperidolo su altri farmaci Aloperidolo può potenziare l’azione depressiva sul SNC dell’alcol o di altri farmaci depressori del SNC, compresi ipnotici, sedativi o forti analgesici. È stato inoltre riferito un potenziamento di tali effetti in caso di associazione con metildopa. Aloperidolo può antagonizzare l’azione dell’adrenalina e di altri farmaci simpaticomimetici (ad esempio stimolanti come le anfetamine) ed invertire l’effetto ipotensivo dei farmaci bloccanti adrenergici, quale, per es., la guanetidina. Aloperidolo può antagonizzare l’effetto della levodopa e di altri agonisti della dopamina. Aloperidolo è un inibitore del CYP2D6. Aloperidolo inibisce il metabolismo degli antidepressivi triciclici (per esempio imipramina, desipramina), aumentando quindi le concentrazioni plasmatiche di questi farmaci. Altre forme di interazione In rari casi, durante il trattamento concomitante di litio e aloperidolo, sono stati riportati i seguenti sintomi: encefalopatia, sintomi extrapiramidali, discinesia tardiva, sindrome neurolettica maligna, sindrome cerebrale acuta e coma. La maggior parte di questi sintomi erano reversibili. Rimane controverso se tali sintomi rappresentino un’entità clinica distinta. Non di meno, si raccomanda che, in pazienti in trattamento contemporaneo con litio e HALDOL, la terapia venga immediatamente interrotta qualora compaiono i suddetti sintomi. È stato riportato antagonismo dell’effetto anticoagulante di fenindione.

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Effetti indesiderati

La sicurezza di aloperidolo è stata valutata in 284 pazienti trattati con aloperidolo che hanno partecipato a 3 studi clinici controllati con placebo e in 1295 pazienti trattati con aloperidolo che hanno partecipato a 16 studi clinici in doppio cieco controllati con comparatore attivo. Sulla base dei dati di sicurezza raccolti da questi studi clinici, le reazioni avverse più comunemente riportate sono state: disturbi extrapiramidali (34%), insonnia (19%), agitazione (15%), ipercinesia (13%), cefalea (12%), disturbi psicotici (9%), depressione (8%), aumento di peso (8%), tremore (8%), ipertonia (7%), ipotensione ortostatica (7%), distonia (6%) e sonnolenza (5%). Inoltre, la sicurezza di aloperidolo decanoato è stata valutata in 410 pazienti che hanno partecipato a 3 studi di confronto con comparatore attivo (1 che ha confrontato aloperidolo decanoato flufenazina e 2 che hanno confrontato aloperidolo decanoato con aloperidolo orale), 9 studi in aperto e 1 studio dose–risposta. La Tabella 2 elenca le reazioni avverse come segue: • riportate negli studi clinici con aloperidolo • riportate negli studi clinici con aloperidolo decanoato e che si riferiscono alla frazione attiva • derivanti dall’esperienza post–marketing con aloperidolo e aloperidolo decanoato Le frequenze delle reazioni avverse sono basate su (o stimate da) studi clinici o studi epidemiologici con aloperidolo, e classificate secondo la seguente convenzione:

Molto comune: ≥ 1/10
Comune: ≥ 1/100 a < 1/10
Non comune: ≥ 1/1.000 a < 1/100
Raro: ≥ 1/10.000 a < 1/1.000
Molto raro: < 1/10.000
Non nota: Non può essere definita sulla base dei dati disponibili
Le reazioni avverse sono elencate in base alla classificazione per sistemi e organi e in ordine di gravità decrescente all’interno di ciascuna categoria di frequenza. Tabella 2: reazioni avverse
Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa
  Frequenza
  Molto comune Comune Non comune Rara Non nota
Patologie del sistema emolinfopoietico     Leucopenia   Pancitopenia Agranulocitosi Trombocitopenia Neutropenia
Disturbi del sistema immunitario     Ipersensibilità   Reazione anafilattica
Patologie endocrine       Iperprolattinemia Inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico
Disturbi della nutrizione e del metabolismo         Ipoglicemia
Disturbi psichiatrici Agitazione Insonnia Disordini psicotici Depressione Stato confusionale Perdita della libido Diminuzione della libido Irrequietezza    
Patologie del sistema nervoso Disturbi extrapiramidali Ipercinesia Cefalea Discinesia tardiva Acatisia Bradicinesia Discinesia Distonia Ipocinesia Ipertonia Vertigini Sonnolenza Tremore Convulsione Parkinsonismo Sedazione Contrazioni muscolari involontarie Sindrome neurolettica maligna Disfunzione motoria Nistagmo Achinesia Rigidità a scatti Facies a maschera
Patologie dell’occhio   Crisi oculogira Disturbi visivi Visione offuscata    
Patologie cardiache     Tachicardia   Fibrillazione ventricolare Torsione di punta Tachicardia ventricolare Extrasistoli
Patologie vascolari   Ipotensione Ipotensione ortostatica      
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche     Dispnea Broncospasmo Edema laringeo Laringospasmo
Patologie gastrointestinali   Vomito Nausea Costipazione Secchezza delle fauci Ipersecrezione salivare      
Patologie epatobiliari   Anomalie nei test di funzionalità epatica Epatite Ittero   Insufficienza epatica acuta Colestasi
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   Rash Reazioni di fotosensibilità Orticaria Prurito Iperidrosi   Angioedema Dermatite esfoliativa Vasculite leucocitoclastica
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo     Torcicollo Rigidità muscolare Spasmi muscolari Rigidità muscoloscheletrica Trisma Contrazioni muscolari Rabdomiolisi
Patologie renali ed urinarie   Ritenzione urinaria      
Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali         Sindrome di astinenza neonatale (vedere paragrafo 4.6)
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella   Disfunzione erettile Amenorrea Galattorrea Dismenorrea Dolore al seno Fastidio al seno Menorragia Disturbi mestruali Disfunzione sessuale Priapismo Ginecomastia
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione     Ipertermia Edema Disturbi di deambulazione   Morte improvvisa Edema facciale Ipotermia
Esami diagnostici   Aumento di peso Diminuzione di peso   Elettrocardiogramma con QT prolungato  
Sono stati osservati con aloperidolo casi di prolungamento del QT, aritmie ventricolari (fibrillazione ventricolare, tachicardia ventricolare), torsione di punta e morte improvvisa. Effetti degli antipsicotici È stato riportato con gli antipsicotici arresto cardiaco.Sono stati riportati con antipsicotici casi di tromboembolismo venoso, inclusi casi di embolia polmonare e casi di trombosi venosa profonda. La frequenza non è nota. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto rischio/beneficio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite. il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza Una discreta quantità di dati su donne in stato di gravidanza (più di 400 gravidanze esposte) non indica alcuna tossicità malformativa (o fetale) / neonatale di aloperidolo. Tuttavia, ci sono state segnalazioni di casi isolati di difetti alla nascita in seguito ad esposizione del feto ad aloperidolo, soprattutto in associazione ad altri medicinali. Studi condotti sugli animali hanno mostrato un effetto teratogeno di aloperidolo (vedere paragrafo 5.3). Come misura precauzionale, è preferibile evitare l’uso di HALDOL durante la gravidanza. I neonati esposti ad antipsicotici (incluso aloperidolo) durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di effetti indesiderati inclusi sintomi extrapiramidali e/o di astinenza che possono variare per gravità e durata dopo il parto. Ci sono state segnalazioni di agitazione, ipertonia, ipotonia, tremore, sonnolenza, stress respiratorio, disturbi dell’assunzione di cibo. Pertanto, si raccomanda di monitorare attentamente i neonati. Allattamento Aloperidolo è escreto nel latte umano. Piccole quantità di aloperidolo sono state rilevate nel plasma e nelle urine dei neonati allattati al seno da madri trattate con aloperidolo. Non ci sono sufficienti informazioni sugli effetti di aloperidolo in neonati allattati al seno. La decisione di interrompere l’allattamento o interrompere la terapia con HALDOL deve essere presa tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento al seno per il bambino e il beneficio della terapia per la donna. Fertilità Aloperidolo aumenta il livello di prolattina. L’iperprolattinemia può sopprimere il GnRH ipotalamico, con conseguente riduzione della secrezione ipofisaria delle gonadotropine. Questo può inibire la funzione riproduttiva alterando la steroidogenesi gonadica sia nei pazienti di sesso femminile che nei pazienti di sesso maschile (vedere paragrafo 4.4).

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Conservazione

Conservare a temperatura non superiore a 25° C. Tenere al riparo dalla luce.

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Principio attivo

5 mg/ml soluzione iniettabile Un millilitro contiene: Principio attivo: aloperidolo 5 mg Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Soluzione iniettabile: acido lattico, acqua per preparazioni iniettabili.

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Haldol appartiene a

Antipsicotici


 


Ultimo aggiornamento: aprile 2018

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