Bugiardino Lansoprazolo (ranbaxy) 15 mg capsule rigide gastroresistenti 14 capsule

prezzo indicativo: €3,86

Indice


Consultando il foglietto illustrativo di Lansoprazolo (ranbaxy) 15 mg capsule rigide gastroresistenti 14 capsule si accettano le condizioni del sito


Indicazioni terapeutiche

• Trattamento dell’ulcera duodenale e gastrica. • Trattamento della esofagite da reflusso. • Profilassi dell’esofagite da reflusso. • Sindrome di Zollinger–Ellison. • Trattamento delle ulcere gastriche e duodenali benigne associate all’uso di FANS in pazienti che richiedono un trattamento cronico con FANS. • Profilassi delle ulcere gastriche e duodenali associate ai FANS in pazienti a rischio (vedere paragrafo 4.2) che richiedono terapia continua. • Eradicazione dell’Helicobacter pilori (H. pylori) in associazione con un’appropriata terapia antibiotica, per il trattamento di ulcere associate ad H. pylori.

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Posologia

Somministrazione Per un effetto ottimale, Lansoprazol o Ranbaxy deve essere preso una volta al giorno al mattino, eccetto che nell’eradicazione dell’H. pylori quando il trattamento deve avvenire due volte al giorno, una al mattino ed una alla sera. Lansoprazolo Ranbaxy deve essere preso almeno 30 minuti prima del cibo (vedere paragrafo 5.2). Le capsule devono essere ingerite intere con liquidi. Per i pazienti che hanno difficoltà ad inghiottire, gli studi e la pratica clinica suggeriscono che le capsule possono essere aperte ed i granuli mischiati con una piccola quantità di acqua, succo di mela o pomodoro o dispersi in una piccola quantità di cibo morbido (ad es.: yogurt, purea di mele) per facilitarne la somministrazione. Le capsule possono anche essere aperte ed i granuli miscelati con 40 ml di succo di mela per la somministrazione con il sondino naso–gastrico (vedere paragrafo 5.2). Dopo la preparazione della sospensione o della miscela, il farmaco deve essere somministrato immediatamente. Trattamento dell’ulcera duodenale La dose raccomandata è di 30 mg una volta al giorno per 2 settimane. Nei pazienti non completamente guariti in questo intervallo di tempo, il trattamento deve essere proseguito alla stessa dose per altre 2 settimane. Trattamento dell’ulcera gastrica La dose raccomandata è di 30 mg una volta al giorno per 4 settimane. Di solito l’ulcera guarisce entro 4 settimane, ma nei pazienti non completamente guariti in questo intervallo di tempo, il trattamento deve essere proseguito alla stessa dose per altre 4 settimane. Trattamento dell’esofagite da reflusso La dose raccomandata è di 30 mg una volta al giorno per 4 settimane. Nei pazienti non completamente guariti in questo intervallo di tempo, il trattamento può essere proseguito alla stessa dose per altre 4 settimane. Profilassi dell’esofagite da reflusso 15 mg una volta al giorno. Se necessario la dose può essere aumentata fino a 30 mg al giorno. Sindrome di Zollinger–Ellison La dose iniziale raccomandata è di 60 mg una volta al giorno. La dose deve essere aggiustata individualmente ed il trattamento deve essere proseguito fino a quando è necessario. Sono state usate dosi giornaliere fino a 180 mg. Se la dose giornaliera richiesta supera i 120 mg, essa deve essere somministrata in due dosi divise Eradicazione dell’Helicobacter pylori Nella scelta dell’associazione appropriata si devono considerare le linee–guida ufficiali locali relative alla resistenza batterica, alla durata del trattamento (di solito 7 gg. ma a volte fino a 14 gg.) e all’uso appropriato degli agenti antibatterici. La dose raccomandata è di 30 mg di Lansoprazolo Ranbaxy due volte al giorno per 7 giorni in associazione con una delle seguenti combinazioni: amoxicillina 1 g due volte al giorno + claritromicina 250–500 mg due volte al giorno, oppure claritromicina 250 mg due volte al giorno + metronidazolo 400–500 mg due volte al giorno. Quando la claritromicina viene associata al lansoprazolo e all’amoxicillina o al metronidazolo si ottengono percentuali di eradicazione dell’H. pylori fino al 90%. Sei mesi dopo un efficace trattamento di eradicazione, il rischio di re–infezione è basso e pertanto la ricaduta è improbabile. È stato studiato anche l’uso di un regime che comprendeva lansoprazolo 30 mg due volte al giorno, amoxicillina 1 g due volte al giorno e metronidazolo 400–500 mg due volte al giorno. Usando questa combinazione sono state osservate percentuali di eradicazione minori di quelle ottenute con i regimi terapeutici a base di claritromicina. Questa associazione può essere adatta per quei pazienti che non possono assumere la claritromicina come componente della terapia di eradicazione, quando il tasso di resistenza locale al metronidazolo è basso. Trattamento delle ulcere gastriche e duodenali benigne associate all’uso dei FANS in pazienti che richiedono un trattamento cronico con FANS 30 mg una volta al giorno per 4 settimane. Nei pazienti non completamente guariti la terapia può continuare per altre 4 settimane. Nei pazienti a rischio o con ulcere di difficile cicatrizzazione si deve probabilmente usare un trattamento più prolungato e/o a dosi più elevate. Profilassi delle ulcere gastriche e duodenali associate ai FANS in pazienti a rischio (per esempio > 65 anni o con anamnesi di ulcera gastrica o duodenale) che richiedono terapia prolungata con FANS 15 mg una volta al giorno. Se il trattamento non ha successo si deve usare la dose di 30 mg una volta al giorno. Malattia sintomatica da reflusso gastro–esofageo La dose raccomandata è di 15 mg o 30 mg al giorno. Il sollievo dai sintomi si ottiene rapidamente. Deve essere considerato l’aggiustamento individuale della dose. Se i sintomi non scompaiono in 4 settimane con una dose di 30 mg al giorno, si raccomandano ulteriori esami. Bambini L’uso del Lansoprazolo Ranbaxy non è raccomandato nei bambini, poiché i dati clinici sono limitati (vedere anche paragrafo 5.2). Deve essere evitato l’uso nei bambini di età inferiore ad un anno poiché i dati clinici disponibili non hanno mostrato benefici nel trattamento dell’esofagite da reflusso. Anziani A causa della ridotta clearance del lansoprazolo negli anziani, può essere necessario un aggiustamento della dose sulla base delle necessità individuali. Negli anziani non si deve superare la dose giornaliera di 30 mg, a meno che non vi siano indicazioni cliniche che lo richiedano. Compromissione della funzionalità epatica o renaleNei pazienti con compromissione della funzionalità renale non è necessario un aggiustamento della dose. I pazienti con malattie epatiche moderate o gravi devono essere tenuti sotto regolare supervisione e si raccomanda una riduzione del 50% della dose giornaliera (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nel paragrafo 6.1. Il lansoprazolo non deve essere somministrato assieme all’atazanavir (vedere paragrafo 4.5).

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Avvertenze e precauzioni

Lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS ) Gli inibitori della pompa protonica sono associati a casi estremamente infrequenti di LECS. In presenza di lesioni, soprattutto sulle parti cutanee esposte ai raggi solari, e se accompagnate da artralgia, il paziente deve rivolgersi immediatamente al medico e l’operatore sanitario deve valutare l’opportunità di interrompere il trattamento con Lansoprazolo Ranbaxy. La comparsa di LECS in seguito a un trattamento con un inibitore della pompa protonica può accrescere il rischio di insorgenza di LECS con altri inibitori della pompa protonica. Ipomagnesiemia È stato osservato che gli inibitori di pompa protonica (PPI) come lansoprazolo, in pazienti trattati per almeno tre mesi, e in molti casi per un anno, possono causare grave ipomagnesiemia. Gravi sintomi di ipomagnesiemia includono stanchezza, tetania, delirio, convulsioni, vertigini e aritmia ventricolare. Essi, inizialmente, si possono manifestare in modo insidioso ed essere trascurati. L’ipomagnesiemia, nella maggior parte dei pazienti, migliora dopo l’assunzione di magnesio e la sospensione dell’inibitore di pompa protonica. Gli operatori sanitari devono considerare l’eventuale misurazione dei livelli di magnesio prima di iniziare il trattamento con PPI e periodicamente durante il trattamento nei pazienti in terapia per un periodo prolungato o in terapia con digossina o medicinali che possono causare ipomagnesiemia (ad esempio diuretici). Rischio di fratture dell’anca, del polso e della colonna vertebrale Gli inibitori della pompa protonica, specialmente se utilizzati a dosaggi elevati e per periodi prolungati (> 1 anno), potrebbero causare un lieve aumento di rischio di fratture dell’anca, del polso e della colonna vertebrale, soprattutto in pazienti anziani o in presenza di altri fattori di rischio conosciuti. Studi osservazionali suggeriscono che gli inibitori della pompa protonica potrebbero aumentare il rischio complessivo di frattura dal 10 al 40%. Tale aumento potrebbe essere in parte dovuto ad altri fattori di rischio. I pazienti a rischio di osteoporosi devono ricevere le cure in base alle attuali linee guida di pratica clinica e devono assumere un’adeguata quantità di vitamina D e calcio. Come con le altre terapie anti–ulcera, prima di iniziare il trattamento dell’ulcera gastrica con lansoprazolo, deve essere esclusa la possibilità di un tumore gastrico maligno, poiché il lansoprazolo può mascherarne i sintomi e ritardarne la diagnosi. Il lansoprazolo deve essere usato con cautela in pazienti con gravi disfunzioni epatiche (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). Il lansoprazolo ha un meccanismo d’azione simile all’omeprazolo ed entrambi aumentano il pH gastrico e le seguenti affermazioni vengono fatte per analogia con l’omeprazolo. La diminuzione dell’acidità gastrica dovuta al lansoprazolo aumenta la conta gastrica dei batteri normalmente presenti nel tratto gastrointestinale. Il trattamento con lansoprazolo può portare a un lieve aumento del rischio di infezioni gastrointestinali come quelle da Salmonella e Campylobacter. Nei pazienti che soffrono di ulcere gastro–duodenali, deve essere considerata la possibilità di un’infezione da H. pylori come fattore eziologico. Quando il lansoprazolo è usato in associazione con gli antibiotici per la terapia di eradicazione dell’H. pylori, devono essere seguite le raccomandazioni per l’uso di questi antibiotici. A causa dei limitati dati di sicurezza per i pazienti in terapia di mantenimento per oltre un anno, in questi pazienti si devono regolarmente effettuare un’opportuna revisione del trattamento ed una approfondita valutazione del rapporto rischio/beneficio. Molto raramente sono stati riportati casi di colite in pazienti che prendevano lansoprazolo. Pertanto, in caso di diarrea grave e/o persistente, deve essere considerata l’interruzione della terapia. Il trattamento per la prevenzione delle ulcere peptiche di pazienti che necessitano di trattamento continuo con FANS deve essere limitato ai pazienti con grave rischio (ad es.: precedenti di sanguinamento gastrointestinale, perforazione o ulcera, età avanzata, uso concomitante di farmaci noti per aumentare la possibilità di eventi avversi al tratto gastrointestinale superiore (ad es.: corticosteroidi o anticoagulanti), presenza di gravi fattori di co–morbidità o uso prolungato delle dosi massime raccomandate di FANS). Interferenza con gli esami di laboratorio Un livello aumentato di Cromogranina A (CgA) puòinterferire con gli esami diagnostici per tumori neuroendocrini. Per evitare tale interferenza, il trattamento con Lansoprazolo Ranbaxy deve essere sospeso per almeno cinque giorni prima delle misurazioni della CgA (vedere paragrafo 5.1). Se i livelli di CgA e di gastrina non sono tornati entro il range di riferimento dopo la misurazione iniziale, occorre ripetere le misurazioni 14 giorni dopo l’interruzione del trattamento con inibitore della pompa protonica. I pazienti che hanno rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, malassorbimento del glucosio–galattosio o insufficienza della sucrasi–isomaltasi, non devono assumere questo medicinale. Le capsule da 30 mg contengono anche l’eccipiente azorubina (E122): questa sostanza può causare reazioni allergiche.

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Interazioni

EFFETTI DEL LANSOPRAZOLO SUGLI ALTRI FARMACI MEDICINALI CON ASSORBIMENTO DIPENDENTE DAL PH Il lansoprazolo può interferire con l’assorbimento di farmaci in cui il pH gastrico è di importanza critica per la biodisponibilità. Atazanavir Uno studio ha mostrato che la co–somministrazione di lansoprazolo (60 mg una volta al giorno) con atazanavir 400 mg a volontari sani ha causato una sostanziale riduzione dell’esposizione all’atazanavir (riduzione di circa il 90% dell’AUC e della Cmax). Il lansoprazolo non deve essere somministrato con l’atazanavir (vedere paragrafo 4.3). Digossina La co–somministrazione di lansoprazolo e digossina può portare ad un aumento dei livelli plasmatici della digossina. Pertanto i livelli plasmatici della digossina devono essere monitorati e, se necessario, la dose di digossina deve essere aggiustata all’inizio ed alla fine del trattamento con lansoprazolo. Ketoconazolo ed itraconazolo L’assorbimento del ketoconazolo e dell’itraconazolo dal tratto gastrointestinale viene aumentato dalla presenza dell’acido gastrico. La somministrazione del lansoprazolo può determinare concentrazioni sub–terapeutiche del ketoconazolo e dell’itraconazolo e l’associazione deve essere evitata. MEDICINALI METABOLIZZATI DAL P450 Il lansoprazolo può aumentare le concentrazioni plasmatiche dei farmaci che sono metabolizzati dal CYP3A4. Si raccomanda cautela quando si associano lansoprazolo con farmaci che vengono metabolizzati da questo enzima e hanno una ristretta finestra terapeutica. Teofillina Il lansoprazolo diminuisce la concentrazione plasmatica della teofillina, e ciò può diminuire l’effetto clinico atteso per la dose. Si raccomanda cautela nell’associazione di questi due farmaci. Tacrolimus La co–somministrazione di lansoprazolo aumenta le concentrazioni plasmatiche di tacrolimus (un substrato del CYP3A4 e del P–gp). L’esposizione al lansoprazolo aumenta l’esposizione media al tacrolimus fino all’81%. Si raccomanda il monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche del tacrolimus quando si inizia o si termina il trattamento concomitante con lansoprazolo. MEDICINALI TRASPORTATI DALLA P–GLICOPROTEINA È stato osservato che il lansoprazolo inibisce la proteina di trasporto P–glicoproteina (P–gp) in vitro. La rilevanza clinica di questo fatto non è nota. EFFETTO DI ALTRI FARMACI SUL LANSOPRAZOLO FARMACI CHE INIBISCONO IL CYP2C19 Fluvoxamina Una riduzione della dose può essere considerata quando si associa il lansoprazolo con la fluvoxamina, un inibitore del CYP2C19. Le concentrazioni plasmatiche del lansoprazolo aumentano fino a 4 volte. FARMACI CHE INDUCONO IL CYP2C19 ED IL CYP3A4 Gli induttori degli enzimi che agiscono sul CYP2C19 e sul CYP3A4 come la rifampicina e l’Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum), possono ridurre marcatamente le concentrazioni plasmatiche del lansoprazolo. ALTRI Sucralfato/antiacidi Il sucralfato e gli antiacidi possono diminuire la biodisponibilità del lansoprazolo. Pertanto il lansoprazolo deve essere assunto almeno un’ora dopo l’assunzione di questi farmaci. Non sono state dimostrate interazioni clinicamente significative del lansoprazolo con i FANS, benché non siano stati condotti studi formali di interazione.

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Effetti indesiderati

Le frequenze sono definite come: comuni (>1/100, <1/10); non comuni (>1/1000, <1/100); rare (>1/10.000, <1/1000); molto rare (<1/10.000) e frequenza non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

  Comuni Non comuni Rari Molto rari Frequenza non nota
Patologie del sistema emolinfopoietico   Trombocitopenia, eosinofilia, leucopenia Anemia Agranulocitosi, pancitopenia  
Disturbi del metabolismo e della nutrizione         Ipomagnesiemia vedere paragrafo 4.4)
Disturbi psichiatrici   Depressione Insonnia, allucinazioni, confusione    
Patologie del sistema nervoso Cefalea, capogiri   Irrequietezza, vertigini, parestesia, sonnolenza, tremore    
Patologie dell’occhio     Disturbi visivi    
Patologie gastro–intestinali Nausea, diarrea, dolori di stomaco, stitichezza, vomito, flatulenza, secchezza della bocca o della gola, polipi della ghiandola fundica (benigni)   Glossite, candidiasi dell’esofago, pancreatite, disturbi del gusto Colite, stomatite  
Patologie epato–biliari Aumenti dei livelli degli enzimi epatici   Epatite, itterizia    
Patologie della cute e del tessuto sotto–cutaneo Orticaria, prurito, eruzione cutanea   Petecchie, porpora, perdita dei capelli, eritema multiforme, fotosensibilità Sindrome di Steven–Johnson, necrolisi epidermica tossica Lupus eritematoso cutaneo subacuto (vedere paragrafo 4.4)
Patologie del sistema muscolo–scheletrico e del tessuto connettivo   Artralgia, mialgia, fratture dell’anca, del polso o della colonna vertebrale (vedere paragrafo 4.4)      
Patologie renali e urinarie     Nefrite interstiziale    
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella     Ginecomastia    
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sito di somministrazione Affaticamento Edema Febbre, iperidrosi, angioedema, anoressia, impotenza Shock anafilattico  
Esami diagnostici       Aumenti dei livelli di colesterolo e trigliceridi, iponatriemia  
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza Per il lansoprazolo non sono disponibili dati clinici relativi a donne in gravidanza esposte. Studi negli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti su gravidanza, sviluppo embrio–fetale, parto o sviluppo post–natale. Pertanto, l’uso di lansoprazolo in gravidanza non è raccomandato. Allattamento Si ignora se il lansoprazolo venga escreto nel latte materno umano. Studi negli animali hanno mostrato un’escrezione del lansoprazolo nel latte. La decisione se continuare o interrompere l’allattamento al seno o continuare o interrompere la terapia con lansoprazolo deve essere presa tenendo conto del beneficio dell’allattamento al seno per il bambino e del beneficio della terapia con lansoprazolo per la madre.

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Conservazione

Non conservare al di sopra di 25° C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.

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Principio attivo

Ogni capsula gastroresistente contiene 15 mg o 30 mg di lansoprazolo. Le capsule contengono inoltre saccarosio (zucchero). La capsula da 15 mg ne contiene circa 59,2 mg (74% di 80 mg). La capsula da 30 mg ne contiene circa 118,4 mg (74% di 160 mg). Le capsule da 30 mg contengono anche azorubina (E122) in quantità di circa 0,71 mg (0,444% di 160 mg) Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Contenuto delle capsule: ipromellosa, copolimero dell’acido metacrilico/etilacrilato (1:1) dispersione al 30 %, talco, titanio diossido (E171), macrogol 300, silice colloidale anidra, sfere di zucchero (saccarosio e amido). Involucro delle capsule da 30 mg: gelatina, azorubina (E122), indigo carmine (E132), titanio diossido (E171). Involucro delle capsule da 15 mg: gelatina, chinolina gialla (E104), ferro ossido giallo (E172), titanio diossido (E171). Inchiostro: shellac, ferro ossido nero (E172), glicole propilenico, ammonio idrossido (E 527).

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Ultimo aggiornamento: aprile 2018

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