Bugiardino Quetiapina (accord healthcare) 300 mg compresse a rilascio prolungato 60 compresse in blister pvc/pvdc/al

prezzo indicativo: €71,88

Indice


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Indicazioni terapeutiche

Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato è indicata per Trattamento della schizofrenia, compreso: – La prevenzione di recidiva nei pazienti schizofrenici in mantenimento con Quetiapina compresse a rilascio prolungato. Trattamento del disturbo bipolare: – Per il trattamento degli episodi maniacali da moderati a gravi associati al disturbo bipolare – Per il trattamento degli episodi depressivi maggiori associati al disturbo bipolare – Per la prevenzione di recidive nei pazienti con disturbo bipolare, nei pazienti il cui l’episodio maniacale o depressivo ha risposto al trattamento con quetiapina. Trattamento aggiuntivo di episodi depressivi maggiori nei pazienti con Disturbo Depressivo Maggiore (DDM) che hanno avuto una risposta sub–ottimale alla monoterapia con antidepressivi (vedere paragrafo 5.1). Prima di iniziare il trattamento, il medico deve prendere in considerazione il profilo di sicurezza di Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato (vedere paragrafo 4.4).

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Posologia

Esistono diversi schemi di dosaggio per ciascuna indicazione. Bisogna pertanto assicurarsi che i pazienti ricevano informazioni chiare sulla dose più appropriata per la loro patologia. Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato deve essere somministrata una volta al giorno, lontano dai pasti. Le compresse devono essere deglutite intere, senza dividerle, masticarle o frantumarle. Adulti Per il trattamento della schizofrenia e degli episodi maniacali da moderati a gravi associati al disturbo bipolare Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato deve essere somministrata almeno un’ora prima di un pasto. La dose giornaliera all’inizio della terapia è di 300 mg al Giorno 1 e 600 mg al Giorno 2. La dose giornaliera raccomandata è di 600 mg, tuttavia, se clinicamente giustificato, la dose può essere aumentata a 800 mg al giorno. La dose deve essere aggiustata in un intervallo di dosaggio efficace che varia tra 400 mg e 800 mg al giorno, in funzione della risposta clinica e della tollerabilità del paziente. Per la terapia di mantenimento della schizofrenia non è necessario alcun aggiustamento della dose. Per il trattamento degli episodi depressivi associati al disturbo bipolare Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato deve essere somministrata la sera, prima di coricarsi. La dose totale giornaliera per i primi quattro giorni di terapia è di 50 mg (Giorno 1), 100 mg (Giorno 2), 200 mg (Giorno 3) e 300 mg (Giorno 4). La dose giornaliera raccomandata è di 300 mg. In studi clinici non è stato osservato alcun beneficio aggiuntivo nel gruppo di pazienti trattato con la dose da 600 mg rispetto ai pazienti trattati con 300 mg (vedere paragrafo 5.1). Singoli pazienti possono beneficiare del trattamento con la dose da 600 mg. Le dosi superiori a 300 mg devono essere somministrate da medici con esperienza nel trattamento del disturbo bipolare. In singoli pazienti, nel caso di problemi di tolleranza, gli studi clinici hanno evidenziato che potrebbe essere considerata la riduzione della dose fino ad un minimo di 200 mg. Per la prevenzione delle recidive nel disturbo bipolare Per prevenire la recidiva di episodi maniacali, depressivi o misti nel disturbo bipolare, i pazienti che rispondono a Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato per il trattamento acuto del disturbo bipolare devono proseguire la terapia con Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato alla stessa dose somministrata la sera, prima di coricarsi. La dose può essere aggiustata in base alla risposta clinica e alla tollerabilità del singolo paziente, in un intervallo compreso tra 300 mg e 800 mg/die. È importante utilizzare la dose minima efficace per la terapia di mantenimento. Per il trattamento aggiuntivo di episodi depressivi maggiori associati al DDM Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato deve essere somministrata la sera, prima di coricarsi. La dose giornaliera all’inizio della terapia è di 50 mg nei Giorni 1 e 2, e 150 mg nei Giorni 3 e 4. L’effetto antidepressivo è stato osservato alle dosi di 150 e 300 mg/die in studi clinici a breve termine, come terapia aggiuntiva (con amitriptilina, bupropione, citalopram, duloxetina, escitalopram, fluoxetina, paroxetina, sertralina e venlafaxina – vedere paragrafo 5.1 Proprietà farmacodinamiche) e di 50 mg/die in studi clinici a breve termine in monoterapia. A dosi superiori aumenta il rischio di eventi avversi. I medici devono pertanto accertarsi che venga utilizzata la dose minima efficace per il trattamento iniziando con 50 mg/die. La necessità di incrementare la dose da 150 a 300 mg/die deve essere basata sulla valutazione del singolo paziente. Passaggio dalla terapia con Quetiapina compresse a rilascio immediato Per un dosaggio più comodo, i pazienti attualmente trattati con dosi suddivise di Quetiapina compresse a rilascio immediato possono passare al trattamento con Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato alla dose totale giornaliera equivalente somministrata una volta al giorno. Possono essere necessari aggiustamenti individuali della dose. Anziani Come per altri antipsicotici e antidepressivi, Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato deve essere utilizzata con cautela nei pazienti anziani, specie durante le prime fasi del trattamento. Può essere necessario che l’incremento progressivo della dose di Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato avvenga più lentamente e che la dose terapeutica giornaliera venga ridotta rispetto ai pazienti più giovani. La clearance plasmatica media della quetiapina è risultata ridotta del 30–50% nei pazienti anziani rispetto ai pazienti più giovani. La dose iniziale per i pazienti anziani è pari a 50 mg/die. La dose può essere aumentata con incrementi di 50 mg/die fino a una dose efficace, in funzione della risposta clinica e della tollerabilità del singolo paziente. Nei pazienti anziani con episodi depressivi maggiori associati a DDM, la dose iniziale deve essere di 50 mg/die ai Giorni 1–3, aumentando a 100 mg/die al Giorno 4 e a 150 mg/die al Giorno 8. Deve essere utilizzata la dose minima efficace, cominciando da 50 mg/die. Qualora fosse richiesto un aumento della dose a 300 mg/die, sulla base della valutazione del singolo paziente, questo deve effettuarsi non prima del Giorno 22 di trattamento. L’efficacia e la sicurezza non sono state valutate in pazienti di età superiore a 65 anni con episodi depressivi associati al disturbo bipolare. Bambini e adolescenti Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato non deve essere utilizzata in bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni, a causa della mancanza di dati che supportano l’uso in questa fascia di età. I dati al momento disponibili provenienti da studi clinici controllati con placebo sono riportati nei paragrafi 4.4, 4.8, 5.1 e 5.2. Compromissione della funzione renale Non è necessario un aggiustamento della dose in pazienti con funzione renale compromessa. Compromissione della funzione epatica Quetiapina viene ampiamente metabolizzata dal fegato. Pertanto Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato deve essere quindi usata con cautela in pazienti con nota compromissione della funzione epatica, particolarmente durante le fasi iniziali del trattamento. La dose iniziale per i pazienti con funzione epatica compromessa deve essere di 50 mg/die. L’aggiustamento della dose può avvenire con incrementi pari a 50 mg/die fino a raggiungere la dose efficace, in funzione della risposta clinica e della tollerabilità del singolo paziente. Sono disponibili altri dosaggi se i regimi posologici non sono pratici/possibili con i presenti dosaggi.

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. La somministrazione concomitante degli inibitori del citocromo P450 3A4, come gli inibitori dell’HIV–proteasi, gli antifungini azolici, eritromicina, claritromicina e nefazodone, è controindicata. (Vedere paragrafo 4.5).

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Avvertenze e precauzioni

Poiché Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato è indicata per il trattamento della schizofrenia, del disturbo bipolare e per il trattamento aggiuntivo degli episodi depressivi maggiori nei pazienti con DDM, si deve tener conto del profilo di sicurezza del farmaco rispetto alla diagnosi del singolo paziente e alla dose da somministrare. L’efficacia e la sicurezza a lungo termine in pazienti con DDM non sono state valutate nella terapia aggiuntiva, tuttavia l’efficacia e la sicurezza a lungo termine sono state valutate nei pazienti adulti in monoterapia (vedere paragrafo 5.1). Bambini e adolescenti (di età compresa tra 10 e 17) Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato non deve essere utilizzata in bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni, a causa della mancanza di dati che ne supportino l’uso in questa fascia di età. Studi clinici condotti con Quetiapina compresse hanno evidenziato che in aggiunta al noto profilo di sicurezza osservato negli adulti (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati), alcuni eventi avversi si verificano con una frequenza superiore nei bambini e negli adolescenti rispetto agli adulti (aumento dell’appetito, innalzamento della prolattina sierica e sintomi extrapiramidali) mentre uno di questi non era mai stato segnalato precedentemente negli studi sugli adulti (aumenti della pressione arteriosa). In bambini e adolescenti sono state anche osservate alterazioni dei test di funzionalità tiroidea. Inoltre, le implicazioni di sicurezza nel lungo termine del trattamento con la quetiapina sulla crescita e la maturazione non sono state analizzate oltre le 26 settimane. Analogamente, le implicazioni nel lungo termine relative allo sviluppo cognitivo e comportamentale non sono note. In studi clinici controllati con placebo condotti su pazienti bambini e adolescenti trattati con Quetiapina compresse, quetiapina è stata associata ad un’aumentata incidenza di sintomi extrapiramidali (EPS) rispetto al placebo nei pazienti trattati per schizofrenia e mania bipolare (vedere paragrafo 4.8). Suicidio/propensione al suicidio o peggioramento clinico: La depressione è associata ad un aumentato rischio di propensione al suicidio, autolesionismo e suicidio (eventi correlati al suicidio). Questo rischio persiste fino a una remissione significativa. Poiché tale miglioramento potrebbe non verificarsi nel corso delle prime settimane o più di trattamento, i pazienti devono essere strettamente monitorati fino al raggiungimento di tale miglioramento. Dall’esperienza clinica generale si è osservato che il rischio di suicidio può aumentare nelle fasi precoci di miglioramento. Inoltre i medici devono considerare il rischio potenziale di eventi correlati al suicidio dopo la brusca interruzione del trattamento con quetiapina, dovuto ai noti fattori di rischio per la patologia in questione. Anche altri disturbi psichiatrici per i quali viene prescritta Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato possono essere associati a un aumento del rischio di eventi correlati al suicidio. Oltre a ciò, queste patologie possono esistere in comorbilità con episodi depressivi maggiori. Le stesse precauzioni osservate nel trattamento di pazienti con episodi depressivi maggiori devono essere pertanto adottate durante il trattamento di pazienti con altri disturbi psichiatrici. I pazienti con anamnesi positiva per eventi correlati al suicidio, o coloro che mostrano un grado significativo di propensione al suicidio prima dell’inizio del trattamento, sono noti essere esposti a un rischio maggiore di propensione al suicidio o tentativo di suicidio, e devono pertanto essere sottoposti a stretta sorveglianza durante il trattamento. Una meta–analisi condotta su studi clinici controllati con placebo con farmaci antidepressivi in pazienti adulti con disturbi psichiatrici ha mostrato un aumentato rischio di comportamento suicida con l’uso di antidepressivi rispetto al placebo nei pazienti di età inferiore a 25 anni. Durante la terapia deve essere effettuato un attento monitoraggio dei pazienti, in particolare di quelli ad alto rischio, specie nelle fasi iniziali di trattamento e in seguito alle variazioni della dose. I pazienti (e chi si prende cura di loro) devono essere avvertiti della necessità di controllare qualsiasi eventuale peggioramento clinico, comportamento o propensione al suicidio e variazioni inusuali del comportamento e di richiedere immediatamente un intervento medico se tali sintomi si presentano. In studi clinici controllati con placebo a più breve termine condotti su pazienti con episodi depressivi maggiori associati al disturbo bipolare è stato osservato un rischio maggiore di eventi correlati al suicidio nei pazienti adulti giovani (di età inferiore a 25 anni) trattati con quetiapina, rispetto ai pazienti trattati con placebo (3,0% vs 0%, rispettivamente). In studi clinici su pazienti con DDM l’incidenza di eventi correlati al suicidio osservata nei pazienti adulti giovani (di età inferiore a 25 anni) è risultata pari a 2,1% (3/144) per quetiapina e 1,3% (1/75) per il placebo. Sintomi extrapiramidali: In studi clinici controllati con placebo in pazienti adulti trattati per episodi depressivi maggiori correlati a disturbo bipolare e disturbo depressivo maggiore, la quetiapina è stata associata ad un aumento dell’incidenza di sintomi extrapiramidali (EPS) rispetto al placebo (vedere paragrafi 4.8 e 5.1). L’uso di quetiapina è stato associato allo sviluppo di acatisia, caratterizzata da irrequietezza soggettivamente spiacevole o disturbante e dalla necessità di muoversi, spesso accompagnata dall’incapacità di rimanere seduti o fermi. Ciò è più probabile che si verifichi entro le prime settimane di trattamento. Nei pazienti che manifestano questi sintomi, l’incremento della dose potrebbe rivelarsi dannoso. Discinesia tardiva: Qualora si manifestassero segni e sintomi di discinesia tardiva, è necessario considerare la riduzione della dose o l’interruzione della terapia con Quetiapina compresse a rilascio prolungato. I sintomi di discinesia tardiva possono peggiorare o persino insorgere dopo l’interruzione del trattamento (vedere paragrafo 4.8). Sonnolenza e vertigini: Il trattamento con la quetiapina è stato associato a sonnolenza e sintomi correlati, come sedazione (vedere paragrafo 4.8). In studi cinici per il trattamento di pazienti con depressione bipolare e disturbo depressivo maggiore, l’insorgenza di tale evento si verifica generalmente entro i primi 3 giorni di terapia ed è prevalentemente d’intensità da lieve a moderata. I pazienti affetti da depressione bipolare e i pazienti con episodi depressivi maggiori associati a DDM che sperimentano sonnolenza di grave intensità possono richiedere controlli più frequenti per un minimo di 2 settimane dall’insorgenza di sonnolenza o fino al miglioramento dei sintomi, e deve essere presa in considerazione la sospensione del trattamento. Il trattamento con la quetiapina è stato associato a ipotensione ortostatica e capogiri correlati (vedere paragrafo 4.8) i quali, analogamente alla sonnolenza, insorgono solitamente durante la fase iniziale di titolazione della dose. Ciò può aumentare il verificarsi di lesioni accidentali (cadute), particolarmente nella popolazione anziana. Pertanto, i pazienti devono essere avvertiti di prestare cautela fino a quando non saranno a conoscenza della loro sensibilità individuale al farmaco. Patologie cardiovascolari: Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato deve essere usata con cautela nei pazienti con patologie cardiovascolari note, patologie cerebrovascolari o con altre condizioni predisponenti all’ipotensione. Quetiapina può indurre ipotensione ortostatica, particolarmente durante la fase iniziale di titolazione della dose, e pertanto in questo caso deve essere considerata una riduzione della dose o una titolazione più graduale. Un regime di titolazione più lento deve essere considerato in pazienti con patologia cardiovascolare sottostante. Crisi epilettiche: Studi clinici controllati non hanno evidenziato differenze nell’incidenza di crisi epilettiche nei pazienti trattati con quetiapina o con placebo. Come per gli altri antipsicotici, si raccomanda cautela nel trattamento di pazienti con anamnesi di crisi epilettiche (vedere paragrafo 4.8). Sindrome neurolettica maligna: La sindrome neurolettica maligna è stata associata al trattamento con farmaci antipsicotici, compresa la quetiapina (vedere paragrafo 4.8). Le manifestazioni cliniche comprendono ipertermia, alterazione dello stato mentale, rigidità muscolare, instabilità del sistema nervoso autonomo e aumento della creatinfosfochinasi. In tali circostanze, la terapia con Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato deve essere interrotta e deve essere istituita una terapia medica appropriata. Neutropenia grave: In studi clinici con quetiapina sono stati osservati non comunemente casi gravi di neutropenia (conta di neutrofili <0,5 X 109/l). La maggior parte degli episodi di neutropenia grave si sono verificati entro un paio di mesi dall’inizio della terapia con quetiapina. Non è stata osservata un’apparente correlazione con la dose. Nel corso dell’esperienza post–marketing, la sospensione della terapia con quetiapina ha indotto la risoluzione di casi. I possibili fattori di rischio per neutropenia comprendono una preesistente riduzione del numero di leucociti (WBC) ed un’anamnesi di neutropenia indotta da farmaci. Il trattamento con quetiapina deve essere interrotto in pazienti con una conta dei neutrofili <1,0 X 109/l. I pazienti devono essere tenuti in osservazione per possibili segni e i sintomi di infezione e la conta dei neutrofili deve essere regolarmente monitorata (fino a quando si superino valori di 1,5 X 109/l). (vedere paragrafo 5.1) Interazioni Vedere anche il paragrafo 4.5. L’uso concomitante di quetiapina con potenti induttori enzimatici epatici, come la carbamazepina o la fenitoina, riduce sostanzialmente le concentrazioni plasmatiche di quetiapina, con possibili ripercussioni sull’efficacia della terapia. Nei pazienti trattati con induttori enzimatici epatici, la terapia con Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato può essere iniziata soltanto se il medico ritiene che i benefici di Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato superino i rischi della sospensione degli induttori enzimatici epatici. È importante che ogni variazione riguardante gli induttori sia graduale, e se necessario, sostituita da un farmaco non–induttore (ad es. sodio valproato). Peso corporeo: Nei pazienti trattati con quetiapina è stato riportato un aumento del peso corporeo; i pazienti devono essere monitorati e trattati in maniera clinicamente appropriata in conformità alle linee guida dell’antipsicotico utilizzato (vedere paragrafi 4.8 e 5.1). Iperglicemia: Raramente sono stati segnalati casi di iperglicemia e/o lo sviluppo o esacerbazione di diabete preesistente occasionalmente associato a chetoacidosi o coma, compresi alcuni casi con esito fatale (vedere paragrafo 4.8). In alcuni casi, un precedente aumento del peso corporeo poteva rappresentare un fattore predisponente. È consigliabile un monitoraggio clinico appropriato in conformità alle linee guida dell’antipsicotico utilizzato. I pazienti trattati con qualsiasi farmaco antipsicotico, quetiapina inclusa, devono essere tenuti in osservazione per possibili segni e sintomi di iperglicemia, (come polidipsia, poliuria, polifagia e debolezza), mentre i pazienti con diabete mellito o con fattori di rischio per diabete mellito devono essere monitorati regolarmente per un possibile peggioramento del controllo del glucosio. Il peso corporeo deve essere sottoposto a controlli regolari. Lipidi: In studi clinici con la quetiapina sono stati osservati aumenti dei trigliceridi, del colesterolo LDL e totale, e una riduzione del colesterolo HDL (vedere paragrafo 4.8). Le variazioni dei lipidi devono essere gestite in modo clinicamente appropriato. Rischio metabolico: A causa delle possibili variazioni di peso corporeo, glucosio ematico (vedere iperglicemia) e lipidi osservate negli studi clinici, può verificarsi un possibile peggioramento del profilo di rischio metabolico in singoli pazienti, che deve essere gestito in modo clinicamente appropriato (vedere anche paragrafo 4.8). Prolungamento dell’intervallo QT: La quetiapina, negli studi clinici e durante l’uso secondo le istruzioni riportate nel Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto, non è stata associata a incrementi persistenti dell’intervallo QT assoluto. Durante l’esperienza post–marketing il prolungamento dell’intervallo QT è stato osservato con la quetiapina a dosi terapeutiche (vedere paragrafo 4.8) e nel sovradosaggio (vedere paragrafo 4.9). Come con altri antipsicotici, è necessario porre cautela nella prescrizione di quetiapina a pazienti con patologie cardiovascolari o con storia familiare di prolungamento dell’intervallo QT. È necessario porre cautela anche nella prescrizione di quetiapina con farmaci noti per prolungare l’intervallo QT o con neurolettici concomitanti, particolarmente negli anziani, nei pazienti con sindrome del QT lungo congenita, insufficienza cardiaca congestizia, ipertrofia cardiaca, ipopotassiemia o ipomagnesemia (vedere paragrafo 4.5). Sospensione: Dopo improvvisa cessazione della terapia con quetiapina sono stati segnalati sintomi da sospensione acuta come insonnia, nausea, cefalea, diarrea, vomito, capogiri e irritabilità. È consigliabile un’interruzione graduale nell’arco di un periodo di almeno 1–2 settimane (vedere paragrafo 4.8). Pazienti anziani con psicosi correlata alla demenza: L’uso di Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato non è autorizzato per il trattamento di psicosi correlata alla demenza. In studi clinici randomizzati controllati con placebo condotti in una popolazione di pazienti con demenza trattati con alcuni antipsicotici atipici, è stato osservato un aumento di circa 3 volte del rischio di eventi cerebrovascolari. Il meccanismo di tale aumento del rischio non è noto. Non può essere escluso un aumento del rischio per altri antipsicotici o in altre popolazioni di pazienti. Quetiapina compresse a rilascio prolungato deve essere utilizzata con cautela in pazienti con fattori di rischio per l’ictus. In una meta–analisi eseguita su farmaci antipsicotici atipici, è stato segnalato un incremento del rischio di morte rispetto al placebo nei pazienti anziani con psicosi correlata alla demenza. Tuttavia, in due studi clinici con quetiapina controllati con placebo della durata di 10 settimane nella stessa popolazione di pazienti (n=710; età media: 83 anni; range: 56–99 anni) l’incidenza di mortalità nei pazienti trattati con quetiapina è stata del 5,5% vs 3,2% nel gruppo trattato con placebo. I pazienti di questi studi clinici sono deceduti per varie cause in linea con quanto atteso per questa popolazione. Questi dati non hanno stabilito una relazione causale tra il trattamento con quetiapina e la morte in pazienti anziani con demenza. Disfagia: Con quetiapina è stata segnalata disfagia (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati). La quetiapina deve essere utilizzata con cautela in pazienti a rischio di polmonite ab ingestis. Tromboembolismo venoso: Con l’uso di farmaci antipsicotici sono stati segnalati casi di tromboembolismo venoso (TEV). Poiché i pazienti trattati con antipsicotici presentano spesso fattori di rischio acquisiti per TEV, è necessario identificare tutti i possibili fattori di rischio per TEV prima e durante il trattamento con quetiapina ed adottare appropriate misure preventive. Lattosio: Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato contiene lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di lattasi o malassorbimento di glucosio–galattosio non devono assumere questo medicinale. Informazioni aggiuntive: I dati relativi all’uso di quetiapina in associazione con acido valproico/valproato di sodio (divalproex) o litio negli episodi maniacali da moderati a gravi sono limitati; tuttavia la terapia combinata è risultata ben tollerata (vedere paragrafi 4.8 e 5.1). I dati hanno evidenziato un effetto additivo alla settimana 3.

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Interazioni

Poichè quetiapina esplica la sua attività primariamente sul sistema nervoso centrale, Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato deve essere usato con cautela in associazione con altri farmaci ad attività centrale e con alcool. Il citocromo P450 (CYP) 3A4 è il principale enzima del sistema del citocromo P450 responsabile del metabolismo di quetiapina. In uno studio d’interazione in volontari sani, la somministrazione concomitante di quetiapina (dosaggio di 25 mg) con ketoconazolo, un inibitore del CYP3A4, ha causato un aumento dell’AUC di quetiapina di 5–8 volte. Per questo motivo, l’uso concomitante di quetiapina ed inibitori del CYP3A4 è controindicato. Si raccomanda inoltre di non assumere succo di pompelmo durante la terapia con quetiapina. In uno studio clinico in pazienti trattati con dosi multiple per la valutazione della farmacocinetica di quetiapina somministrata prima e durante il trattamento con carbamazepina (un noto induttore degli enzimi epatici), la somministrazione concomitante di carbamazepina ha aumentato in modo significativo la clearance di quetiapina. Questo incremento della clearance ha ridotto l’esposizione sistemica di quetiapina (misurata dall’AUC) in media del 13% rispetto alla somministrazione di sola quetiapina, sebbene in alcuni pazienti sia stato osservato un effetto più marcato. Come conseguenza di tale interazione, possono prodursi concentrazioni plasmatiche ridotte, che possono interferire con l’efficacia della terapia con Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato. La somministrazione concomitante di quetiapina e fenitoina (un altro induttore enzimatico microsomiale) ha indotto un marcato aumento della clearance di quetiapina, pari a circa il 450%. Nei pazienti in trattamento con induttori enzimatici epatici, il trattamento con Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato può essere iniziato solo se il medico ritiene che i benefici di Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato superino il rischio della sospensione degli induttori enzimatici epatici. È importante che ogni variazione di tali induttori sia graduale e, se necessario, che venga sostituita da farmaco non–induttore (ad es. sodio valproato) (vedere paragrafo 4.4). La cosomministrazione di antidepressivi a base di imipramina (un noto inibitore del CYP 2D6) o fluoxetina (un noto inibitore del CYP 3A4 e del CYP 2D6) non altera in modo significativo la farmacocinetica di quetiapina. La contemporanea somministrazione degli antipsicotici risperidone o aloperidolo non altera significativamente la farmacocinetica della quetiapina. L’uso concomitante di quetiapina e tioridazina causa un incremento della clearance della quetiapina di circa il 70%. La somministrazione concomitante con cimetidina non altera il profilo farmacocinetico della quetiapina. La farmacocinetica del litio non viene alterata dalla contemporanea somministrazione della quetiapina. La somministrazione contemporanea di sodio valproato e quetiapina non influenza in misura clinicamente rilevante la farmacocinetica dei due prodotti. Non sono stati condotti studi formali di interazione con i farmaci cardiovascolari più comunemente utilizzati. È necessario esercitare cautela quando quetiapina viene somministrata in concomitanza con farmaci noti per determinare squilibri elettrolitici o allungamenti dell’intervallo del QTc . In pazienti trattati con la quetiapina sono stati segnalati casi di risultati falsi–positivi negli immunodosaggi enzimatici per il metadone e gli antidepressivi triciclici. Si raccomanda conferma dei risultati dubbi di screening immunoenzimatico attraverso appropriate tecniche cromatografiche.

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Effetti indesiderati

Le Reazioni Avverse al Farmaco (ADR) più comunemente segnalate con la quetiapina sono sonnolenza, capogiri, secchezza delle fauci, lieve astenia, stipsi, tachicardia, ipotensione ortostatica e dispepsia. Come per altri antipsicotici, l’uso di quetiapina è stato associato a sincope, sindrome neurolettica maligna, leucopenia, neutropenia ed edema periferico. L’incidenza di ADR associate alla terapia con la quetiapina è riportata nella tabella seguente, secondo il formato raccomandato dal Council for International Organizations of Medical Sciences (CIOMS III Working Group; 1995).

Le frequenze degli eventi avversi sono classificate secondo la seguente convezione: Molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1000) e molto raro (<1/10.000)
Patologie del sistema emolinfopoietico
Comune: Leucopenia ¹
Non comune: Eosinofilia, Trombocitopenia
Non nota: Neutropenia ¹
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: Ipersensibilità
Molto raro: Reazione anafilattica 6
Patologie endocrine
Comune: Iperprolattinemia16
Molto raro: Secrezione inappropriata dell’ormone antidiuretico
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comune: Aumento di appetito
Non comune Iponatriemia20
Molto raro: Diabete Mellito1, 5, 6
Disturbi psichiatrici
Comune: Sogni anormali e incubi Propensione al suicidio e comportamenti suicidi21
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: Capogiro 4, 17, Sonnolenza 2, 17, Cefalea
Comune: Sincope 4, 17, Sintomi extrapiramidali 1,22, Disartria
Non comune: Crisi epilettiche¹, Sindrome delle gambe senza riposo, Discinesia tardiva 1,6
Patologie cardiache
Comune: Tachicardia4
Patologie dell’occhio
Comune: Vista offuscata
Patologie vascolari
Comune: Ipotensione ortostatica 4, 17 Tromboembolismo venoso ¹
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comune: Rinite
Patologie gastrointestinali
Molto comune: Secchezza delle fauci
Comune: Stipsi, Dispepsia
Non comune: Disfagia 8
Patologie epatobiliari
Raro: Ittero 6
Molto raro: Epatite 6
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto raro: Angioedema 6, Sindrome di Stevens–Johnson 6
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Molto raro Rabdomiolisi
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Non comune Disfunzione sessuale
Raro: Priapismo, Galattorrea, Ingrossamento del seno, Disturbi mestruali
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune Sintomi di astinenza (sospensione) 1, 10
Comune: Lieve astenia, Edema periferico, Irritabilità
Raro: Sindrome neurolettica maligna ¹
Esami diagnostici
Molto comune Aumenti dei livelli dei trigliceridi sierici 11 Aumento del colesterolo totale (soprattutto colesterolo LDL)12, Diminuzione del colesterolo HDL 18, Incremento ponderale9, Diminuzione dell’emoglobina23
Comune: Aumenti delle transaminasi sieriche (ALT, AST)³, diminuzione della conta dei neutrofili, Aumento del glucosio nel sangue fino a livelli iperglicemici7
Non comune: Aumenti dei livelli di gamma–GT ³, diminuzione della conta piastrinica 14, prolungamento dell’intervallo QT 1, 13, 19
Raro: Aumenti della creatinfosfochinasi15
Gravidanza, puerperio e periodo perinatale
Non noto: Sintomi di astinenza da farmaci nei neonati (vedere paragrafo 4.6)
1. Vedere paragrafo 4.4. 2. Può verificarsi sonnolenza, generalmente durante le prime due settimane di trattamento, che si risolve solitamente proseguendo la somministrazione di quetiapina. 3. In alcuni pazienti trattati con quetiapina sono stati osservati aumenti asintomatici delle transaminasi sieriche (ALT, AST) o dei livelli di gamma–GT. Tali aumenti sono stati in genere reversibili proseguendo il trattamento con quetiapina. 4. Come altri antipsicotici con attività alfa–1 bloccante adrenergica, quetiapina può comunemente indurre ipotensione ortostatica, associata a vertigini, tachicardia e, in alcuni pazienti, sincope, soprattutto durante la fase iniziale di titolazione della dose. (Vedere paragrafo 4.4). 5. In casi molto rari è stata segnalata esacerbazione del diabete preesistente. 6. Il calcolo della frequenza di queste ADR deriva esclusivamente dai dati post–marketing di quetiapina nella formulazione a rilascio immediato. 7. Glucosio a digiuno ≥ 126 mg/dL (≥7,0 mmol/l) o glucosio non a digiuno ≥ 200 mg/dl (≥ 11,1 mmol/L) in almeno un’occasione. 8. Un aumento del tasso di disfagia con quetiapina rispetto al placebo è stato osservato solo negli studi clinici sulla depressione bipolare. 9. Basato su un aumento ponderale >7% rispetto al peso iniziale. Si verifica prevalentemente durante le prime settimane di trattamento in pazienti adulti. 10. I seguenti sintomi di astinenza sono stati osservati più frequentemente in studi clinici in acuto, in monoterapia controllati verso placebo, che hanno valutato i sintomi da sospensione: insonnia, nausea, cefalea, diarrea, vomito, capogiri e irritabilità. L’incidenza di queste reazioni è diminuita in modo significativo dopo 1 settimana dall’interruzione della terapia. 11. Trigliceridi ≥200 mg/dl (≥2,258 mmol/l) (pazienti ≥18 anni di età) o ≥150 mg/dl (≥1,694 mmol/l) (pazienti <18 anni di età) in almeno un’occasione. 12. Colesterolo ≥240 mg/dL (≥6,2064 mmol/l) (pazienti ≥18 anni di età) o ≥200 mg/dl (≥5,172 mmol/l) (pazienti <18 anni di età) in almeno un’occasione. È stato osservato con frequenza molto comune un aumento del colesterolo LDL di ≥30 mg/dL (≥0,769 mmol/l). La variazione media tra i pazienti che hanno riportato questo aumento era pari a 41,7 mg/dl (≥1,07 mmol/l). 13. Vedere il testo sotto. 14. Piastrine ≤100 x 109/l in almeno un’occasione. 15. Basati su segnalazioni da studi clinici di eventi avversi relativi ad aumento della creatinfosfochinasi non associato a sindrome neurolettica maligna. 16. Livelli di prolattina (pazienti >18 anni di età): >20 mcg/l (>869,56 pmol/l) nei maschi; >30 mcg/l (>1304,34 pmol/l) nelle femmine in qualsiasi momento. 17. Possono provocare cadute. 18. Colesterolo HDL: <40 mg/dl (1,025 mmol/l) nei maschi; <50 mg/dl (1,282 mmol/l) nelle femmine in qualsiasi momento di osservazione. 19. Incidenza di pazienti con QTc passato da <450 msec a ≥ 450 msec, con un aumento in ≥30 msec. Negli studi clinici con quetiapina controllati con placebo, la variazione media e l’incidenza di pazienti che hanno manifestato uno spostamento verso livelli clinicamente significativi sono simili nei gruppi trattati con quetiapina e placebo 20. Passaggio da > 132 mmol/l a ≤ 132 mmol/l in almeno un’occasione. 21. Durante la terapia con Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato o subito dopo la sospensione del trattamento sono stati riportati casi di propensione al suicidio e comportamenti suicidi (vedere paragrafi 4.4 e 5.1). 22. Vedere paragrafo 5.1 23. Si è verificata diminuzioni di emoglobina a ≤13 g/dl (8,07 mmol/l) nei maschi, ≤12 g/dl (7,45 mmol/l) nelle femmine in almeno un’occasione nell’11% dei pazienti trattati con la quetiapina in tutti gli studi clinici, inclusi gli studi di estensione in aperto. Per questi pazienti, la diminuzione massima media di emoglobina in qualsiasi momento è stata pari a –1,50 g/dl. In seguito all’uso di neurolettici sono stati segnalati casi di prolungamento dell’intervallo QT, aritmia ventricolare, morte improvvisa inspiegabile, arresto cardiaco e torsioni di punta, che vengono considerati effetti di questa classe di farmaci. Il trattamento con quetiapina è stato associato a piccole riduzioni dose–correlate dei livelli degli ormoni tiroidei, particolarmente del T4 totale e del T4 libero. La riduzione del T4 totale e libero è risultata massima nelle prime 2–4 settimane di trattamento con quetiapina, senza alcuna ulteriore riduzione nel trattamento a lungo termine. In quasi tutti i casi, l’interruzione del trattamento con quetiapina è stata associata ad un’inversione degli effetti sul T4 totale e T4 libero, a prescindere dalla durata della terapia. Riduzioni minori del T3 totale e del T3 inverso sono state osservate solo a dosaggi superiori. I livelli di TBG sono risultati immodificati ed in generale, non si sono osservati aumenti associati di TSH non evidenziandosi così alcuna indicazione che la terapia con quetiapina possa causare ipotiroidismo clinicamente rilevante. Bambini e adolescenti (di età compresa tra 10 e 17 anni) Le stesse ADR sopra descritte per i pazienti adulti devono essere considerate per i bambini e gli adolescenti. La seguente tabella riassume le ADR che si verificano con frequenza maggiore nei bambini e negli adolescenti (di età compresa tra 10 e 17 anni) rispetto alla popolazione adulta oppure ADR che non sono state identificate nella popolazione adulta.
Le frequenze degli eventi avversi sono classificate come segue: Molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1000) e molto raro (<1/10.000)
Disturbi del metabolismoo e della nutrizione
Molto comune : Aumento dell’appetito
Esami diagnostici  
Molto comune : Innalzamenti dei livelli di prolattina¹, aumenti della pressione sanguigna ²
Patologie del sistema nervoso
Molto comune : Sintomi extrapiramidali ³
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune : Irritabilità 4
(1)  Livelli di prolattina (pazienti di età <18 anni): >20 mcg/l (>869,56 pmol/l) nei maschi; >26 mcg/l (>1130,428 pmol/l) nelle femmine in qualsiasi momento di osservazione. Meno dell’1% dei pazienti ha riportato un aumento del livello di prolattina >100 mcg/l. (2)  Basati sul superamento delle soglie clinicamente significative (adattate dai criteri del National Institutes of Health) o aumenti >20 mmHg per la pressione arteriosa sistolica o >10 mmHg per la pressione arteriosa diastolica in qualsiasi momento di osservazione in due studi clinici in acuto (3–6 settimane) controllati con placebo, condotti in bambini e adolescenti. (3)  Vedere paragrafo 5.1. (4)  Nota: La frequenza ricalca quella osservata nei pazienti adulti, ma l’irritabilità potrebbe essere associata a diverse implicazioni cliniche in bambini e adolescenti rispetto agli adulti.

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Gravidanza e allattamento

La sicurezza e l’efficacia di quetiapina non sono state ancora stabilite durante la gravidanza umana. Finora non sono emerse indicazioni negative dai test su animali, tuttavia non sono stati esaminati i possibili effetti sull’occhio del feto. Pertanto Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato deve essere utilizzata durante la gravidanza soltanto se i benefici giustificano i potenziali rischi. In seguito all’uso della quetiapina in gravidanza, sono stati osservati sintomi da astinenza nei neonati. I neonati esposti agli antipsicotici (compresi Quetiapina Accord) durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di reazioni avverse, compresi sintomi extrapiramidali e/o sintomi di astinenza che possono variare in gravità e durata dopo il parto. Ci sono state segnalazioni di agitazione, ipertonia,ipotonia, tremore, sonnolenza, difficoltà respiratoria, o disturbi di alimentazione. Di conseguenza, i neonati devono essere monitorati attentamente. Il grado di escrezione di quetiapina nel latte materno non è noto. Le donne che allattano al seno devono essere avvertite di evitare l’allattamento durante l’assunzione di Quetiapina Accord compresse a rilascio prolungato.

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Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

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Principio attivo

Per 200 mg: Ogni compressa a rilascio prolungato contiene 200 mg di quetiapina (come quetiapina emifumarato). Eccipienti: 40,70 mg di lattosio monoidrato e 3,5 mg di sodio per compressa. Per 300 mg: Ogni compressa a rilascio prolungato contiene 300 mg di quetiapina (come quetiapina emifumarato). Eccipienti: 61,05 mg di lattosio monoidrato e 5,3 mg di sodio per compressa. Per 400 mg: Ogni compressa a rilascio prolungato contiene 400 mg di quetiapina (come quetiapina emifumarato). Eccipienti: 81,40 mg di lattosio monoidrato e 7,1 mg di sodio per compressa. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Nucleo della compressa: Lattosio monoidrato Ipromellosa Sodio cloruro Povidone K–30 Talco Magnesio stearato (E572) Rivestimento : 200 mg : Composizione unitaria di Opadry giallo 03B52117: Ipromellosa 6 cP (E464) Titanio diossido (E171) Macrogol (E553b) Ferro ossido giallo (E172) 300 mg : Composizione unitaria di Opadry giallo 03B82929: Ipromellosa 6 cP (E464) Titanio diossido (E171) Macrogol (E553b) Ferro ossido giallo (E172) 400 mg : Composizione unitaria di Opadry bianco 03B58900: Ipromellosa 6 cP (E464) Titanio diossido (E171) Macrogol (E553b)

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Quetiapina (accord Healthcare) appartiene a

Antipsicotici


 


Ultimo aggiornamento: aprile 2018

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