Bugiardino Rabeprazolo (krka) 20 mg compresse gastroresistenti 14 compresse

prezzo indicativo: €5,89

Indice


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Indicazioni terapeutiche

Le compresse di Rabeprazolo Krka sono indicate per il trattamento di: • ulcera duodenale attiva • ulcera gastrica benigna attiva • malattia sintomatica da reflusso gastro–esofageo ulcerativo o erosivo (GORD) • gestione a lungo termine della malattia da reflusso gastro–esofageo (mantenimento della GORD) • trattamento sintomatico della malattia da reflusso gastro–esofageo da moderata a molto grave (GORD sintomatica) • sindrome di Zollinger–Ellison • in associazione a regimi terapeutici antibatterici adeguati per l’eradicazione di Helicobacter pylori nei pazienti con ulcera peptica (Vedere paragrafo 4.2.)

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Posologia

Posologia Adulti/anziani: Ulcera duodenale attiva e ulcera gastrica benigna attiva: la dose orale raccomandata sia per l’ulcera duodenale attiva che per l’ulcera gastrica benigna attiva è di 20 mg da prendere una volta al giorno al mattino. La maggior parte dei pazienti con ulcera duodenale attiva guarisce entro 4 settimane. Tuttavia pochi pazienti possono necessitare di altre 4 settimane di terapia per ottenere la remissione. La maggior parte dei pazienti con ulcera gastrica benigna attiva guarisce in 6 settimane. Tuttavia anche in questo caso pochi pazienti possono necessitare di altre 6 settimane di terapia per ottenere la remissione. Malattia da reflusso gastro–esofageo ulcerativo o erosivo (GORD): la dose orale raccomandata per questa condizione è di 20 mg da prendere una volta al giorno per 4–8 settimane. Gestione a lungo termine della malattia da reflusso gastro–esofageo (mantenimento della GORD): per la gestione a lungo termine, può essere utilizzata una dose di mantenimento di Rabeprazolo Krka 20 mg o 10 mg una volta al giorno a seconda della risposta del paziente. Trattamento sintomatico della malattia da reflusso gastro–esofageo da moderata a molto grave (GORD sintomatica): 10 mg una volta al giorno in pazienti che non presentano esofagite. Se nel corso di 4 settimane non è stato ottenuto il controllo dei sintomi, il paziente deve essere sottoposto ad ulteriori esami. Una volta risolti i sintomi, il successivo controllo dei sintomi può essere ottenuto utilizzando un regime di 10 mg una volta al giorno su richiesta quando necessario. Sindrome di Zollinger–Ellison: la dose iniziale raccomandata per gli adulti è di 60 mg una volta al giorno. La dose può essere titolata fino a 120mg/die in base al fabbisogno individuale del paziente. Possono essere somministrate singole dosi giornaliere massime di 100 mg/die. Può essere necessario suddividere le dosi da 120 mg in dosi da 60 mg due volte al giorno. Il trattamento deve proseguire fintanto che sia indicato dal punto di vista clinico. Eradicazione di H. pylori: i pazienti con infezione da H. pylori devono essere trattati con una terapia di eradicazione. Si consiglia la combinazione seguente, da somministrarsi per 7 giorni. Rabeprazolo Krka 20 mg due volte al giorno + claritromicina 500 mg due volte al giorno e amoxicillina 1 g due volte al giorno. Compromissione renale o epatica: per i pazienti con compromissione renale o epatica non è necessario un aggiustamento di dose. Per l’uso di Rabeprazolo Krka nel trattamento di pazienti con grave compromissione epatica vedere il paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e Precauzioni d’impiego. Popolazione pediatrica L’uso di Rabeprazolo Krka non è raccomandato nei bambini, poiché non c’è esperienza in questo gruppo di pazienti. Modo di somministrazione Per le indicazioni che richiedono il trattamento una volta al giorno, Rabeprazolo Krka compresse deve essere preso al mattino, prima di mangiare; e sebbene né l’orario né l’assunzione di cibo abbiano dimostrato un effetto sull’attività del rabeprazolo sodico, questo regime faciliterà l’adattamento al trattamento. I pazienti devono essere avvertiti che le compresse di Rabeprazolo Krka non devono essere masticate o frantumate, ma devono essere ingerite intere.

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo, ai benzimidazoli sostituiti o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Gravidanza e allattamento.

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Avvertenze e precauzioni

La risposta sintomatica alla terapia con rabeprazolo sodico non preclude la presenza di malignità gastriche o esofagee, pertanto prima di iniziare il trattamento con Rabeprazolo Krka si deve escludere la possibilità di malignità. I pazienti in trattamento a lungo termine (in particolare quelli trattati per più di un anno) devono essere tenuti sotto regolare sorveglianza. Con i benzimidazoli sostituiti non può essere escluso il rischio di reazioni di ipersensibilità incrociata. I pazienti devono essere avvertiti che le compresse di Rabeprazolo Krka non devono essere masticate o frantumate, ma devono essere ingerite intere. Popolazione pediatrica L’uso di Rabeprazolo Krka non è raccomandato nei bambini, poiché non c’è esperienza in questo gruppo di pazienti. Nell’esperienza post–marketing sono stati riferiti casi di discrasia (trombocitopenia e neutropenia). Nella maggioranza dei casi in cui non è possibile identificare un’eziologia alternativa, gli eventi sono stati privi di complicazioni e si sono risolti con l’interruzione della terapia con rabeprazolo. Sono state osservate anomalie degli enzimi epatici negli studi clinici, riferite anche dopo l’autorizzazione all’immissione in commercio. Nella maggioranza dei casi in cui non è possibile identificare un’eziologia alternativa, gli eventi sono stati privi di complicazioni e si sono risolti con l’interruzione della terapia con rabeprazolo. In uno studio su pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata non è stata osservata evidenza di significativi problemi di sicurezza collegati al farmaco differenti da quelli osservati nei pazienti del gruppo di controllo, analogo per distribuzione di età e sesso. Tuttavia, poiché non ci sono dati clinici sull’uso di rabeprazolo nel trattamento di pazienti con disfunzione epatica grave si consiglia al medico prescrittore di usare cautela quando il trattamento con Rabeprazolo Krka viene iniziato per la prima volta in questi pazienti. La somministrazione concomitante di atazanavir con Rabeprazolo Krka non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5). Il trattamento con inibitori della pompa protonica, incluso Rabeprazolo Krka, può eventualmente aumentare il rischio di infezioni gastrointestinali come Salmonella, Campylobacter e Clostridium difficile (vedere paragrafo 5.1). I pazienti trattati con gli inibitori di pompa protonica come il rabeprazolo per almeno tre mesi, e nella maggior parte dei casi per un anno, è stata segnalata grave ipomagnesiemia. Possono insorgere gravi manifestazioni di ipomagnesiemia quali affaticamento, tetania, delirio, convulsioni, capogiro e aritmia ventricolare, ma possono iniziare in maniera insidiosa ed essere trascurati. In gran parte dei pazienti colpiti, l’ipomagnesiemia è migliorata dopo l’integrazione di magnesio e la sospensione del PPI. Nel pazienti per i quali è previsto un trattamento prolungato o che assumono inibitori di pompa protonica con digossina o medicinali che possono causare ipomagnesiemia (e.g. diuretici), i medici devono prendere in considerazione la misurazione dei livelli di magnesio prima di iniziare il trattamento con l’inibitore di pompa protonica e periodicamente durante il trattamento. Gli inibitori della pompa protonica, in particolare se usati a dosi elevate e per lunghi periodi (>1 anno), possono causare un lieve aumento del rischio di fratture dell’anca, del polso e della colonna vertebrale, principalmente nei pazienti anziani o in presenza di altri fattori di rischio riconosciuti. Studiosservazionali suggeriscono che gli inibitori della pompa protonica possono aumentare il rischio totale di fratture del 10–40%. Questo aumento può essere dovuto in parte ad altri fattori di rischio. I pazienti a rischio di osteoporosi devono essere trattati in base alle linee guida cliniche in vigore e devono assumere un adeguato apporto di vitamina D e calcio. Uso concomitante di Rabeprazolo con Metotrexato La letteratura suggerisce che l’uso concomitante di inibitori della pompa protonica con metotrexato (soprattutto a dosi elevate, vedere informazioni relative alla prescrizione di metotrexato) può aumentare e prolungare i livelli sierici di metotrexato e / o dei suoi metaboliti, che possono portare a tossicità da metotrexato. Nelle somministrazioni di alte dosi di metotrexato, può essere valutata in alcuni pazienti la sospensione temporanea dell’inibitore della pompa protonica. Influenza sull’assorbimento della vitamina B12 Il rabeprazolo sodico, come tutti i medicinali acido–soppressivi, può ridurre l’assorbimento della vitamina B12 (cianocobalamina) a causa di ipocloridria o acloridria. Questo dovrebbe essere preso in considerazione in pazienti con ridotte riserve corporee o fattori di rischio per un ridotto assorbimento della vitamina B12 in terapia a lungo termine o se sono stati osservati i rispettivi sintomi clinici. Lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS) Gli inibitori della pompa protonica sono associati a casi estremamente infrequenti di LECS. In presenza di lesioni, soprattutto sulle parti cutanee esposte ai raggi solari, e se accompagnate da artralgia, il paziente deve rivolgersi immediatamente al medico e l’operatore sanitario deve valutare l’opportunità di interrompere il trattamento con Rabeprazolo Krka. La comparsa di LECS in seguito a un trattamento con un inibitore della pompa protonica può accrescere il rischio di insorgenza di LECS con altri inibitori della pompa protonica.

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Interazioni

Il rabeprazolo sodico produce un’inibizione della secrezione di acido gastrico profonda e di lunga durata. Può verificarsi un’interazione con composti il cui assorbimento dipende dal pH. La somministrazione concomitante di rabeprazolo sodico con ketoconazolo o itraconazolo può dar luogo a una significativa riduzione dei livelli plasmatici di antimicotici. Pertanto singoli pazienti possono richiedere un monitoraggio per determinare la necessità di un aggiustamento di dose quando ketoconazolo o itraconazolo vengono assunti in concomitanza con Rabeprazolo Krka. Negli studi clinici, sono stati utilizzati antiacidi in concomitanza con la somministrazione di rabeprazolo e, in uno studio specifico di interazione farmaco–farmaco, non è stata osservata interazione con liquidi antiacidi. La somministrazione di atazanavir 300 mg/ritonavir 10 mg con omeprazolo (40 mg una volta al giorno) o atazanavir 400 mg con lansoprazolo (60 mg una volta al giorno) in volontari sani ha causato una riduzione dell’esposizione ad atazanavir. L’assorbimento di atazanavir è pH–dipendente. Sebbene non siano stati studiati, simili risultati possono essere previsti per gli inibitori della pompa protonica. Pertanto tali farmaci, incluso il rabeprazolo, non devono essere somministrati in concomitanza con atazanavir (vedere paragrafo 4.4). Metotressato Casi clinici, studi di farmacocinetica sulla popolazione pubblicati, e le analisi retrospettive suggeriscono che la somministrazione concomitante di inibitori della pompa protonica e metotressato (soprattutto a dosi elevate, vedere informazioni relative alla prescrizione di metotrexato) può aumentare e prolungare i livelli sierici di metotrexato e/o del suo metabolita idrossimetatressato. Tuttavia, non sono stati condotti studi formali di interazione farmacologica tra metotressato ed inibitori della pompa protonica.

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Effetti indesiderati

Le reazioni avverse al farmaco più comunemente riportate, durante studi clinici controllati con rabeprazolo, sono stati cefalea, diarrea, dolore addominale, astenia, flatulenza, rash e secchezza delle fauci. La maggioranza degli eventi avversi manifestati durante gli studi clinici sono stati di gravità lieve o moderati, e di natura transitoria. I seguenti eventi avversi sono stati riferiti negli studi clinici e nell’esperienza post–marketing. Le frequenze sono definite come segue: • Comune (≥1/100, <1/10) • Non comune (≥1/1,000, <1/100) • Raro (≥1/10,000, <1/1,000) • Molto raro (<1/10,000) • Non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili) All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.

Classificazione per sistemi e organi Comune Non comune Raro Molto raro Non nota
Infezioni e infestazioni Infezione        
Patologie del sistema emolinfopoietico     Neutropenia, leucopenia, trombocitopenia, leucocitosi    
Disturbi del sistema immunitario     Ipersensibilità1,2    
Disturbi del metabolismo e della nutrizione     Anoressia   Iponatriemia, ipomagnesiemia (vedere paragrafo 4.4.)
Disturbi psichiatrici Insonnia Nervosismo Depressione   Confusione
Patologie del sistema nervoso Cefalea, vertigini Sonnolenza      
Patologie dell’occhio     Disturbi visivi    
Patologie vascolari         Edema periferico
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Tosse, faringite, rinite Bronchite, sinusite      
Patologie gastrointestinali Diarrea, vomito, nausea, dolore addominale, costipazione, flatulenza Dispepsia, secchezza delle fauci, eruttazione Gastrite, stomatite, disturbi del gusto    
Patologie epatobiliari     Epatite, ittero, encefalopatia epatica³    
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   Rash, eritema² Prurito, sudorazione, reazioni bollose² Eritema multiforme, necrolisi epidermica tossica (TEN), sindrome di Stevens–Johnsons (SJS) Lupus eritematoso cutaneo subacuto (vedere paragrafo 4.4)
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Dolore non specifico, mal di schiena Mialgia, crampi alle gambe, artralgia, fratture dell’anca, del polso o della colonna vertebrale (vedere paragrafo 4.4.)      
Patologie renali e urinarie   Infezioni del tratto urinario Nefrite interstiziale    
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella         Ginecomastia
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia, malattia simile all’influenza Dolore al petto, brividi, febbre      
Esami diagnostici   Aumento degli enzimi epatici Aumento di peso    
¹ Include gonfiore del volto, ipotensione e dispnea. ² Eritema, reazioni bollose e reazioni di ipersensibilità si sono generalmente risolti dopo l’interruzione della terapia. ³ Sono stati riportati rari casi di encefalopatia epatica in pazienti con cirrosi latente. Nel trattamento di pazienti con disfunzione epatica grave si consiglia al medico prescrittore di esercitare cautela quando il trattamento con Rabeprazolo Krka viene iniziato per la prima volta in questi pazienti (vedere paragrafo 4.4.). Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza Non ci sono dati sulla sicurezza di rabeprazolo nell’uomo durante la gravidanza. Studi sulla riproduzione eseguiti in ratti e conigli non hanno rivelato evidenza di compromissione della fertilità o di danni al feto dovuti al rabeprazolo sodico, benché nei ratti si verifichi un modesto passaggio feto–placentare. Rabeprazolo Krka è controindicato durante la gravidanza. Allattamento al seno Non è noto se nell’uomo rabeprazolo sodico sia escreto nel latte materno. Non sono stati eseguiti studi sull’allattamento. Rabeprazolo sodico è tuttavia escreto nelle secrezioni mammarie dei ratti. Pertanto Rabeprazolo Krka non deve essere utilizzato durante l’allattamento.

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Conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere dalla luce e dall’umidità. Non conservare al di sopra dei 30°C.

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Principio attivo

Rabeprazolo Krka 10 mg compresse gastroresistenti Ogni compressa gastroresistente contiene 10 mg di rabeprazolo sodico, pari a 9,42 mg di rabeprazolo. Rabeprazolo Krka 20 mg compresse gastroresistenti Ogni compressa gastroresistente contiene 20 mg di rabeprazolo sodico, pari a 18,85 mg di rabeprazolo. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Nucleo della compressa: Mannitolo (E421) Ossido di magnesio, leggero (E530) Idrossipropilcellulosa (E463) Idrossipropilcellulosa, basso–sostituita (E463) Magnesio stearato (E572) Rivestimento: Etilcellulosa (E462) Ossido di magnesio, leggero (E530) Ipromellosa ftalato Monogliceridi diacetilati (E472a) Talco (E553b) Diossido di titanio (E171) Ferro ossido rosso (E172) – solo 10 mg Ferro ossido giallo (E172) – solo 20 mg

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Ultimo aggiornamento: aprile 2018

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