Bugiardino Sodio ioduro 131i 925 mbq/ml soluzione orale 1 flaconcino multidose da 1,0 a 10 ml

Indice


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Indicazioni terapeutiche

Uso terapeutico La terapia della tiroide con radioiodio è indicata per: – il trattamento della malattia di Graves, del gozzo multinodulare tossico o dei noduli tiroidei funzionalmente autonomi. – il trattamento del carcinoma tiroideo papillare e follicolare inclusa la forma metastatica. La terapia con sodio ioduro (131I) viene spesso associata ad interventi chirurgici e a farmaci antitiroidei. Uso diagnostico – Lo ioduro di sodio può essere somministrato come dose "tracciante" per studiare la cinetica del radioiodio. La stima della captazione tiroidea e dell’effettiva emivita ottenuta con una determinata dose tracciante può essere utilizzata per calcolare l’attività richiesta per la terapia con radioiodio. – Nel trattamento del carcinoma tiroideo, il sodio ioduro (131I) è utilizzato per identificare residui della tiroide e metastasi (dopo ablazione chirurgica). – Scintigrafia tiroidea con sodio ioduro (131I) per patologie benigne solo quando non siano disponibili radiofarmaci con una dosimetria più favorevole, ad es. 99mTc o 123I.

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Posologia

Posologia Uso terapeutico L’attività somministrata dipende dalla valutazione clinica. L’effetto terapeutico viene raggiunto soltanto dopo alcuni mesi. Adulti Per il trattamento dell’ipertiroidismo La dose richiesta dipende dal tipo di diagnosi, dalla dimensione della ghiandola, dall’accumulo di radioiodio da parte della tiroide e dalla sua clearance. L’attività da somministrare ad un paziente del peso medio di 70 kg è di solito compresa nell’intervallo di 200 – 800 MBq. Può rendersi necessario valutare l’opportunità di ripetere il trattamento. Quando possibile, i pazienti devono essere resi eutiroidei con terapia farmacologica prima di effettuare la terapia con radioiodio per l’ipertiroidismo. L’attività da somministrare può essere definita mediante l’uso di protocolli a dose fissa o calcolata con la seguente equazione:

Attività (MBq) = D(Gy) x V(mL) x K
max. captazione iodio–131 (%) x effettivo t½ (d)
dove : D è la dose target assorbita nella ghiandola tiroidea, V è il volume target della ghiandola tiroidea max. captazione iodio–131 è la massima captazione di iodio–131 nella ghiandola tiroidea espressa come % dell’attività somministrata come stabilito in un dose test. effettivo t½ (d) è l’emivita effettiva dello Iodio–131 nella ghiandola tiroidea espresso in giorni K è uguale a 24,67. Per la scelta dell’attività da somministrare è possibile far riferimento ai seguenti valori di dose target assorbita dall’organo bersaglio: Autonomia unifocale 300–400 Gy Autonomia multifocale e disseminata 150–200 Gy Malattia di Graves 200 Gy Nella malattia di Graves e nell’autonomia multifocale o disseminata, le dosi target precedentemente indicate sono correlate al peso complessivo della ghiandola tiroidea, mentre nell’autonomia unifocale la dose dell’organo bersaglio è correlata soltanto al peso del nodulo autonomo. Per determinare la dose target appropriata dell’organo (Gy) è inoltre possibile usare altre procedure dosimetriche, inclusi i test di captazione tiroidea del Sodio Pertecnetato (99mTc). – Per l’ablazione della tiroide e il trattamento delle metastasi Le attività da somministrare dopo una tiroidectomia totale o sub–totale al fine di asportare il restante tessuto tiroideo sono dell’ordine di 1850 – 3700 MBq. Questo dipende dalla dimensione dei residui e dalla captazione del radioiodio. Nel successivo trattamento delle metastasi, l’attività somministrata è nell’ordine di 3700 – 11100 MBq. Compromissione renale/epatica È necessario valutare attentamente l’attività da somministrare nei pazienti con compromissione renale, poiché in questi pazienti esiste un rischio di aumento di esposizione alle radiazioni (vedere paragrafo 4.4). Popolazione pediatrica L’utilizzo nei bambini e negli adolescenti deve essere attentamente considerato, sulla base delle necessità cliniche e della valutazione del rapporto rischio/beneficio in questo gruppo di pazienti. Occorre tenere presente che l’attività da somministrare non deve scendere al di sotto di un livello tale da pregiudicare l’efficacia del trattamento. L’attività terapeutica da somministrare a bambini e adolescenti deve essere pari ad una frazione della dose da somministrare ad un adulto calcolata in base al peso o alla superficie corporea secondo le seguenti equazioni:
Dose pediatrica (MBq) = Dose per l’adulto (MBq) x peso del bambino (kg)
70 (kg)
Dose pediatrica (MBq) = Dose per l’adulto (MBq) x superficie del bambino (m²)
1,73 (m²)
Di seguito vengono proposti i fattori di correzione da utilizzare come guida. Frazione della dose per adulto
3 kg = 0,10 22 kg = 0,50 42 kg = 0,78
4 kg = 0,14 24 kg = 0,53 44 kg = 0,80
6 kg = 0,19 26 kg = 0,56 46 kg = 0,82
8 kg = 0,23 28 kg = 0,58 48 kg = 0,85
10 kg = 0,27 30 kg = 0,62 50 kg = 0,88
12 kg = 0,32 32 kg = 0,65 52–54 kg = 0,90
14 kg = 0,36 34 kg = 0,68 56–58 kg = 0,92
16 kg = 0,40 36 kg = 0,71 60–62 kg = 0,96
18 kg = 0,44 38 kg = 0,73 64–66 kg = 0,98
20 kg = 0,46 40 kg = 0,76 68 kg = 0,99
(Paediatric Task Group, EANM) Uso Diagnostico Adulti Le attività raccomandate per un paziente adulto (70 kg) sono le seguenti: 1. per gli studi sulla captazione tiroidea: 0,2 – 3,7 MBq 2. successivamente all’ablazione della tiroide (per le metastasi ed i residui della tiroide): una dose massima di 400 MBq 3. per immagini della tiroide: 7,4 – 11 MBq. Popolazione pediatrica L’utilizzo nella popolazione pediatrica deve essere giustificato e ottimizzato; occorre tenere presente che l’attività da somministrare non deve scendere al di sotto di un livello tale da pregiudicare la qualità dell’immagine. L’attività diagnostica da somministrare a un bambino di più di 10 anni e a un adolescente deve corrispondere a una frazione della dose per adulti calcolata con i metodi del peso corporeo o della superficie corporea usando le equazioni e i fattori di correzione forniti come linea guida e riportati sopra (vedere uso terapeutico). Metodo di somministrazione Per uso multidose. Il sodio ioduro (131I) è normalmente somministrato per via orale, facendo bere il liquido al paziente con una cannuccia, dopo averlo prelevato dal flaconcino con una siringa per iniezione. Nei pazienti che hanno difficoltà a ingerire liquidi o capsule, si può ricorrere ad altre formulazioni somministrabili per via parenterale. Dopo somministrazione orale il paziente deve bere molti liquidi.Per la preparazione del paziente vedere paragrafo 4.4. Acquisizione delle immagini (a scopo diagnostico) Le immagini vengono di solito acquisite a 4 ore e poi nuovamente a 18–24 ore (per la scintigrafia anche a 72 ore).

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Controindicazioni

– Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 – Accertata o sospetta gravidanza o quando la gravidanza non può essere esclusa (vedere paragrafo 4.6). – Allattamento (vedere paragrafo 4.6). – Uso diagnostico per patologia tiroidea benigna in età pediatrica. – Uso diagnostico per patologia maligna nei bambini di età inferiore a 10 anni. – Uso nei pazienti con gastrite attiva, disfagia, stenosi esofagea, ulcera gastrica superficiale e ulcera peptica.

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Avvertenze e precauzioni

Potenziale insorgenza di reazioni di ipersensibilità o anafilattiche Se si verificano reazioni di ipersensibilità o anafilattiche bisogna interrompere immediatamente la somministrazione del medicinale e, se necessario, iniziare un trattamento per via endovenosa. Per favorire un pronto intervento in caso di emergenza, devono essere immediatamente disponibili i farmaci e le apparecchiature necessari, come il tubo endotracheale e il ventilatore. Giustificazione del beneficio/rischio individuale Per ogni paziente, l’esposizione alla radiazione ionizzante deve essere giustificata in rapporto al possibile beneficio. L’attività somministrata deve essere tale da garantire la dose di radiazione più bassa ragionevolmente raggiungibile per ottenere le informazioni diagnostiche o gli effetti terapeutici desiderati. Vi sono scarse evidenze di un aumento dell’incidenza di casi di cancro, leucemia o mutazioni nei pazienti trattati con radioiodio per malattie benigne della tiroide, nonostante l’uso estensivo. Nel trattamento di patologie maligne della tiroide, in uno studio condotto su pazienti sottoposti a dosi superiori a 3700 MBq di iodio–131 è stata riportata una più alta incidenza di carcinoma della vescica. Un altro studio ha riportato un leggero aumento di leucemie in pazienti sottoposti a dosi molto alte. Pertanto si consiglia di non ricorrere a dosi cumulative totali superiori a 26000 MBq. Funzione gonadica nei maschi Per compensare un potenziale danno reversibile della funzione gonadica nei maschi dovuta all’alta dose terapeutica di radioiodio, nei casi di pazienti con malattia estesa, si potrebbe prendere in considerazione il ricorso alla banca dello sperma. Compromissione renale/epatica È necessario valutare attentamente l’attività da somministrare nei pazienti con compromissione renale, poiché in questi pazienti esiste un rischio di aumento di esposizione alle radiazioni. La somministrazione terapeutica di Sodio Ioduro (131I) in pazienti con significativa insufficienza renale, nei quali è necessario un aggiustamento della dose, richiede una particolare attenzione. Popolazione pediatrica Per informazioni sull’uso nella popolazione pediatrica, vedere il paragrafo 4.2. È richiesta un’attenta valutazione delle indicazioni dal momento che la dose efficace equivalente per MBq è più elevata che negli adulti (vedere paragrafo 11). Il trattamento a base di radioiodio di patologie tiroidee benigne in bambini e adolescenti può essere adottato nei casi giustificati, in particolare nelle recidive dopo uso di farmaci antitiroidei, quando si verificano reazioni avverse gravi ad essi o quando il trattamento chirurgico è controindicato. Nel trattamento dei bambini e degli adolescenti, tuttavia, bisogna tenere conto della maggiore sensibilità dei loro tessuti e della maggiore aspettativa di vita di questo tipo di pazienti. Si devono altresì valutare i rischi rispetto ad altri possibili trattamenti (vedere paragrafi 4.2 e 11). Pur non essendo controindicato, l’utilizzo di Sodio Ioduro (131I) a scopi terapeutici nei bambini di età inferiore a 5 anni deve essere attentamente valutato. Preparazione del paziente I pazienti devono essere incoraggiati a incrementare l’assunzione orale di fluidi e a urinare il più spesso possibile, al fine di ridurre le radiazioni assorbite dalla vescica, in particolare a seguito di attività elevate, ad es. per il trattamento del carcinoma tiroideo. I pazienti con problemi di svuotamento della vescica devono essere cateterizzati dopo la somministrazione di attività elevate di radioiodio. In caso di pazienti affetti da incontinenza è consigliabile procedere con la caterizzazione prima della somministrazione, allo scopo di prevenire una possibile contaminazione ambientale, degli operatori sanitari e del paziente. Prima del trattamento deve essere evitato un eccesso di iodio stabile (vedere paragrafo 4.5). Prima della terapia con radioiodio, devono essere raccolti dati anamnestici relativi all’assunzione di iodio nei pazienti e, in caso di sospetto, occorre effettuare una misurazione dello iodio nelle urine. Prima della terapia può essere eseguito un test per determinare la captazione massima e l’effetiva emivita tiroidea dello iodio radioattivo. Una dieta povera di iodio prima della terapia favorisce l’assorbimento nel tessuto tiroideo sano. La terapia ormonale sostitutiva con ormoni tiroidei deve essere sospesa prima della somministrazione di radioiodio per il carcinoma della tiroide, al fine di assicurare un assorbimento adeguato. Si raccomanda una sospensione del trattamento con triiodotironina per un periodo di 14 giorni e di 6 settimane per il trattamento con tiroxina. La terapia sostitutiva con ormoni tiroidei può essere ripresa due giorni dopo il trattamento. Analogamente, il carbimazolo e il propiltiouracile devono essere sospesi una settimana prima del trattamento per ipertiroidismo e ripresi diversi giorni dopo. Dopo il trattamento, il paziente deve essere inserito in un appropriato programma di monitoraggio a breve e lungo termine. Il trattamento a base di radioiodio della malattia di Graves deve essere somministrato contemporaneamente al trattamento a base di corticosteroidi quando è presente un’oftalmopatia endocrina. Somministrazione orale Si consiglia l’uso concomitante di H2 antagonisti o inibitori della pompa protonica, per trattare le eventuali reazioni gastrointestinali che seguono l’uso di dosi elevate, ad es. per il trattamento del carcinoma tiroideo. L’esposizione alle ghiandole salivari deve essere ridotta stimolando la secrezione di saliva con sostanze acide. Inoltre possono essere messe in atto altre misure di protezione farmacologica. Le dimostrazioni dell’efficacia di stimolanti della salivazione per prevenire la scialoadenite sono al momento inconclusive. Al fine di evitare una scialoadenite, che può complicare la somministrazione di alte dosi di radioiodio, si può consigliare al paziente di assumere dolciumi o bevande contenenti acido citrico, che stimolano la secrezione di saliva. Dopo la procedura Limitare il contatto ravvicinato con lattanti e donne in stato di gravidanza. Avvertenze specifiche Questo medicinale contiene 5,9 mg/ml di sodio. Questo deve essere tenuto in considerazione nei pazienti sottoposti ad una dieta a basso contenuto di sodio. Le precauzioni relative al rischio ambientale sono riportate nel paragrafo 6.6.

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Interazioni

È noto che molti agenti farmacologici interagiscono con il radioiodio. Tali interazioni possono essere dovute a vari meccanismi che influenzano i legami proteici, la farmacocinetica oppure gli effetti dinamici dello iodio marcato. Di conseguenza, è necessario considerare che la captazione tiroidea potrebbe essere ridotta. Risulta pertanto necessario acquisire un’anamnesi farmacologica completa e accertarsi se si deve procedere alla sospensione di determinati medicinali prima della somministrazione di sodio ioduro (131I). Ad esempio, è necessario interrompere l’assunzione delle seguenti sostanze:

Principi attivi Periodo di sospensione prima della somministrazione di 131I
Agenti antitiroidei (ad es. carbimazolo, metimazolo, propiltiouracile), perclorato 1 settimana prima di iniziare il trattamento e fino a diversi giorni dopo
Salicilati, steroidi, sodio nitroprussiato, sodio sulfobromoftaleina, anticoagulanti, antistaminici, antiparassitari, penicilline, sulfonamidi, tolbutamide, tiopentone 1 settimana
Fenilbutazone 1–2 settimane
Espettoranti contenenti iodio e vitamine circa 2 settimane
Preparati a base di ormoni tiroidei Triiodotironina: 14 giorni
Tiroxina: 6 settimane
Amiodarone*, benzodiazepine, litio circa 4 settimane
Preparati a base di iodio per uso topico 1–9 mesi
Mezzi di contrasto contenenti iodio Fino a 1 anno
* Nel caso dell’amiodarone, è possibile una riduzione nella captazione nella ghiandola tiroidea per svariati mesi a causa dell’emivita lunga di tale agente.

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Effetti indesiderati

Sono stati riportati alcuni casi di reazioni avverse in seguito alla somministrazione di sodio ioduro (131I), compreso nausea, vomito ed eventualmente fenomeni allergici non specificati. Nausea e vomito sono le reazioni più frequenti in seguito alla somministrazione per via orale in particolar modo in seguito a dosi terapeutiche, pertanto devono essere presi in considerazione i rischi di contaminazione conseguenti agli episodi di vomito. L’esposizione a radiazioni ionizzanti è correlata all’induzione di tumori e al potenziale sviluppo di difetti ereditari. Poichè la dose efficace equivalente in caso di somministrazione della massima radioattività raccomandata a scopo diagnostico di 3,7 MBq (assumendo un uptake tiroideo del 35%) è pari a è 55,5 mSv, ci si aspetta che tali effetti indesiderati si verifichino con bassa probabilità. La dose di radiazioni risultante dall’esposizione terapeutica può provocare un aumento dell’incidenza di tumori e mutazioni. In ogni caso è necessario assicurarsi che i rischi connessi alle radiazioni siano inferiori a quelli della malattia stessa. La dose efficace equivalente in caso di somministrazione della massima radioattività raccomandata a scopo terapeutico di 11,1 GBq (assumendo un uptake tiroideo dello 0%) è pari a è 799,2 mSv. Indicazioni diagnostiche Possono manifestarsi i seguenti effetti indesiderati noti dovuti all’uso diagnostico di Sodio Ioduro (131I): ipersensibilità, nausea, vomito e ipotiroidismo congenito se somministrato in pazienti in gravidanza. Indicazioni terapeutiche Le frequenze delle reazioni avverse segnalate sono state ricavate dalla letteratura medica. Il profilo di sicurezza di sodio ioduro (131I) varia notevolmente a seconda delle dosi somministrate, mentre le dosi da somministrare dipendono dal tipo di trattamento (cioè, trattamento di malattie benigne o maligne). Inoltre, il profilo di sicurezza dipende dalle dosi cumulative somministrate e dai regimi posologici impiegati. Pertanto, le reazioni avverse segnalate sono state raggruppate sulla base della loro comparsa nel trattamento delle malattie benigne o maligne. Reazioni avverse che si manifestano frequentemente sono: ipotiroidismo, ipertiroidismo transitorio, disturbi delle ghiandole salivari e lacrimali ed effetti locali delle radiazioni. Nel trattamento del cancro possono manifestarsi spesso anche reazioni avverse gastrointestinali e soppressione midollare. Le seguenti tabelle illustrano le reazioni avverse segnalate, ordinate per sistemi e organi. I sintomi, che sono piuttosto secondari a un gruppo/sindrome (ad es. la cheratocongiuntivite secca) sono inseriti tra parentesi dopo la rispettiva sindrome. La seguente tabella presenta il significato delle frequenze indicate in questo paragrafo: Molto comune: da ≥1/10 Comune: da ≥1/100 a <1/10 Non comune: da ≥1/1.000 a <1/100 Raro: da ≥1/10.000 a <1/1.000 Molto raro: <1/10.000 Non nota: non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Reazioni avverse dopo il trattamento di malattie benigne:

Classificazione per sistemi e organi Sintomo Frequenza
Disturbi del sistema immunitario Reazione anafilattoide Non nota
Patologie endocrine Ipotiroidismo permanente, ipotiroidismo Molto comune
Ipertiroidismo transitorio Comune
Crisi tireotossica, tiroidite, ipoparatiroidismo (ipocalcemia, tetanie), iperparatiroidismo Non nota
Patologie dell’occhio Oftalmopatia endocrina (nella malattia di Graves) Molto comune
Cheratocongiuntivite secca Non nota
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Paralisi delle corde vocali Non nota
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Acne da iodio Non nota
Patologie gastrointestinali Scialoadenite Comune
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Gonfiore localizzato Non nota
Reazioni avverse dopo il trattamento di malattie maligne:
Classificazione per sistemi e organi Sintomo Frequenza
Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi) Leucemia Non comune
Tumore della vescica, tumore del colon, tumore gastrico, tumore alla mammella Non nota
Patologie del sistema emolinfopoietico Eritropenia, insufficienza midollare lieve Molto comune
Leucopenia, trombocitopenia Comune
Anemia aplastica, soppressione midollare permanente o grave Non nota
Disturbi del sistema immunitario Reazione anafilattoide Non nota
Patologie endocrine Crisi tireotossica, ipertiroidismo transitorio Rara
Tiroidite (leucocitosi transitoria), ipoparatiroidismo (ipocalcemia, tetanie), ipotiroidismo, iperparatiroidismo Non nota
Patologie del sistema nervoso Parosmia, anosmia Molto comune
Edema cerebrale Non nota
Patologie dell’occhio Cheratocongiuntivite secca (congiuntivite, secchezza oculare e nasale) Molto comune
Ostruzione dei dotti nasolacrimali (aumento della lacrimazione) Comune
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dispnea Comune
Costrizione della gola*, fibrosi polmonare, distress respiratorio, disturbo ostruttivo delle vie aeree, polmonite, tracheite, disfunzione delle corde vocali (paralisi delle corde vocali, disfonia, raucedine), dolore orofaringeo, stridore Non nota
Patologie gastrointestinali Scialoadenite (secchezza delle fauci, dolore delle ghiandole salivari, ipertrofia delle ghiandole salivari, carie dentale, perdita di denti), sindrome da radiazioni, nausea, ageusia, disgeusia, riduzione dell’appetito Molto comune
Vomito Comune
Gastrite, disfagia Non nota
Patologie renali e urinarie Cistite da radiazioni Non nota
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Insufficienza ovarica, disturbi mestruali Molto comune
Azoospermia, oligospermia, riduzione della fertilità maschile Non nota
Patologie congenite, familiari e genetiche Ipotiroidismo congenito Non nota
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Malattia similinfluenzale, cefalea, affaticamento, cervicalgia Molto comune
Gonfiore localizzato Comune
*in particolare nella tracheostenosi pre–esistente. Descrizione dettagliata degli effetti indesiderati: Disturbi della tiroide e delle paratiroidi Come conseguenza tardiva del trattamento dell’ipertiroidismo con radioiodio, in alcuni casi può comparire un ipotiroidismo dose–dipendente. Tale patologia può manifestarsi settimane o anni dopo il trattamento, pertanto richiede un monitoraggio intervallato adeguato della funzione tiroidea e una terapia sostitutiva tiroidea appropriata. Generalmente, l’ipotiroidismo non si manifesta fino a 6–12 settimane dopo la somministrazione di sodio ioduro (131I). Nel trattamento delle malattie maligne, l’ipotiroidismo è stato spesso segnalato come reazione avversa, e tuttavia il trattamento con radioiodio nelle malattie maligne segue solitamente la tiroidectomia. La distruzione dei follicoli tiroidei causata dall’esposizione alle radiazioni di sodio ioduro (131I) può aggravare l’eventuale ipertiroidismo pre–esistente entro 2–10 giorni, o causare una crisi tireotossica. Occasionalmente, potrebbe svilupparsi ipertiroidismo immune dopo la normalizzazione iniziale (periodo di latenza 2–10 mesi). Nel trattamento con radioiodio a dosi elevate, il paziente potrebbe manifestare tiroidite e tracheite a carattere infiammatorio transitorio 1–3 giorni dopo la somministrazione, con possibile costrizione tracheale grave, in particolare quando vi è una tracheostenosi pre–esistente. In casi rari, dopo il trattamento di un carcinoma tiroideo funzionale potrebbe emergere un ipertiroidismo temporaneo. Dopo la somministrazione di radioiodio sono stati osservati casi di ipoparatiroidismo transitorio, che devono essere monitorati di conseguenza e trattati con una terapia sostitutiva tiroidea. Patologie dell’occhio Dopo il trattamento con radioiodio dell’ipertiroidismo o della malattia di Graves, si potrebbe avere il progresso di un’oftalmopatia endocrina pre–esistente o l’esordio di una nuova oftalmopatia. Il trattamento con radioiodio nella malattia di Graves deve essere associato ai corticosteroidi. Effetti locali dell’irradiazione Dopo la somministrazione di Sodio Ioduro (131I)sono state segnalate disfunzione e paralisi delle corde vocali. Tuttavia, in alcuni casi è impossibile stabilire se la disfunzione delle corde vocali sia stata provocata dalle radiazioni o dal trattamento chirurgico. Una captazione tissutale elevata di radioiodio può essere associata a dolore, disagio ed edema locale. Nel trattamento con radioiodio del residuo tiroideo, ad esempio, potrebbe insorgere nella regione della testa e del collo un dolore diffuso grave dei tessuti molli. Polmonite e fibrosi polmonare da radiazioni sono state osservate in pazienti con metastasi polmonari diffuse derivanti da carcinomi tiroidei differenziati, a causa della distruzione del tessuto metastatico. Ciò si verifica soprattutto con dosaggi elevati di terapia con radioiodio. Nel trattamento dei carcinomi tiroidei metastatizzanti con coinvolgimento del SNC, è inoltre necessario tenere conto della possibilità di edema cerebrale locale e/o aumento dell’edema cerebrale stesso. Patologie gastrointestinali Livelli elevati di radioattività potrebbero causare anche disturbi gastrointestinali, che generalmente si manifestano nelle prime ore o nei primi giorni successivi alla somministrazione. Per la prevenzione delle patologie gastrointestinali vedere paragrafo 4.4. Disturbi delle ghiandole salivari e lacrimali Potrebbero verificarsi scialoadenite, con gonfiore e dolore delle ghiandole salivari, nonché perdita parziale del gusto e secchezza delle fauci. La scialoadenite è solitamente reversibile spontaneamente o con un trattamento antinfiammatorio, ma sono stati saltuariamente descritti casi di ageusia e secchezza delle fauci persistenti e dose–dipendenti. La mancanza di saliva può portare a infezioni, ad es. carie, e comportare la perdita di denti. Per la prevenzione dei disturbi salivari, vedere paragrafo 4.4. Anche una disfunzione delle ghiandole salivari e/o lacrimali con conseguente cheratocongiuntivite secca può comparire con un ritardo di svariati mesi e fino a due anni dopo la terapia con radioiodio. Sebbene la cheratocongiuntivite secca sia un effetto transitorio nella maggior parte dei casi, il sintomo può persistere per anni in alcuni pazienti. Depressione midollare Come conseguenza tardiva potrebbe svilupparsi una depressione midollare reversibile che si presenta con trombocitopenia isolata o eritrocitopenia eventualmente mortale. È più probabile che la depressione midollare si presenti dopo un’unica somministrazione di oltre 5.000 MBq oppure dopo la somministrazione ripetuta a intervalli inferiori ai 6 mesi. Malignità secondarie Dopo l’uso delle attività più elevate, generalmente quelle impiegate nel trattamento delle malignità tiroidee, è stato rilevato un aumento nell’incidenza della leucemia. Esistono anche evidenze di aumenti nell’incidenza dei tumori solidi secondari ad attività elevate (superiori a 7,4 GBq). Compromissione della fertilità Dopo la terapia con radioiodio del carcinoma tiroideo, sia negli uomini, sia nelle donne, potrebbe verificarsi una compromissione transitoria dose–dipendente della fertilità. In base alla dose dell’attività, può manifestarsi una compromissione reversibile della spermatogenesi in dosi superiori a 1850 MBq; effetti clinicamente rilevanti, inclusi oligospermia e azoospermia oltre a livelli sierici di FSH elevati sono stati descritti dopo somministrazione superiore a 3700 MBq. Consigli generali L’esposizione alle radiazioni ionizzanti è correlata all’induzione di tumori e potenzialmente allo sviluppo di difetti ereditari. La dose di radiazioni risultante dall’esposizione terapeutica potrebbe aumentare l’incidenza di cancro e mutazioni. In ogni caso, è necessario assicurare che i rischi delle radiazioni siano inferiori a quelli della patologia in sé. La dose di radiazione somministrata (EDE) dopo dosi terapeutiche di sodio ioduro (131I) è superiore a 20 mSv. Popolazione pediatrica Si prevede che le reazioni avverse nei bambini siano dello stesso tipo rispetto agli adulti. Vista la maggiore sensibilità alle radiazioni dei tessuti (vedere paragrafo 11) e l’aspettativa di vita superiore dei bambini, la frequenza e la gravità potrebbero essere diverse. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

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Gravidanza e allattamento

Donne potenzialmente fertili Quando è necessario somministrare medicinali radioattivi a donne potenzialmente fertili, si devono assumere sempre informazioni su una possibile gravidanza. Ove non sia provato il contrario, qualsiasi donna che abbia saltato un ciclo mestruale deve essere considerata in stato di gravidanza. In caso di dubbio riguardo ad una possibile gravidanza (se la donna ha saltato un ciclo mestruale, se il ciclo mestruale è molto irregolare, ecc.), devono essere proposte alla paziente tecniche alternative (se esistenti), che non utilizzino radiazioni ionizzanti. Contraccezione negli uomini e nelle donne Si raccomanda alle donne che assumono sodio ioduro (131I) di NON iniziare una gravidanza per un periodo da 6 a 12 mesi dalla somministrazione. Agli uomini viene consigliato di non procreare per un periodo di tempo pari a 6 mesi dopo il trattamento con radioiodio per consentire la sostituzione degli spermatozoi irradiati con quelli non irradiati. Gravidanza La terapia con Sodio Ioduro (131I) durante la gravidanza, a causa del passaggio transplacentare di sodio ioduro (131I) che può causare ipotiroidismo grave e potenzialmente irreversibile nei neonati, è controindicata (la dose di questo agente assorbita dall’utero potrebbe variare dagli 11 ai 511 mGy e la tiroide fetale concentra avidamente lo iodio nel corso del secondo e terzo trimestre) (vedere paragrafo 4.3). In caso di carcinoma differenziato della tiroide, diagnosticato durante la gravidanza, dopo la tiroidectomia seguita da una terapia ormonale sostitutiva TSH–soppressiva, la terapia con radioiodio deve essere rimandata al termine della gravidanza. Allattamento Prima di somministrare un radiofarmaco a una madre che allatta con latte materno, è necessario prendere in considerazione la possibilità di posticipare ragionevolmente l’esame fino all’interruzione dell’allattamento e stabilire se è stato scelto il radiofarmaco più appropriato, tenendo conto della secrezione di attività nel latte materno. L’allattamento con latte materno dopo la somministrazione di Sodio Ioduro (131I) deve essere interrotto. Per ragioni di radioprotezione, si raccomanda di evitare il contatto ravvicinato tra la madre e il bambino per un congruo periodo di tempo e in ottemperanza alla normativa vigente.

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Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25° C. Non Congelare. Per le condizioni di conservazione dopo prima apertura del medicinale, vedere il paragrafo 6.3. Conservare nel contenitore in piombo originale. I radiofarmaci devono essere conservati in conformità con la normativa nazionale relativa ai prodotti radioattivi.

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Principio attivo

Sodio ioduro (131I) GE 74 MBq/ml soluzione orale 1 ml di soluzione orale contiene: Principio attivo: sodio ioduro (131I) 74 MBq alla data e ora di calibrazione. Sodio ioduro (131I) GE 925 MBq/ml soluzione orale 1 ml di soluzione orale contiene: Principio attivo: sodio ioduro (131I) 925 MBq alla data e ora di calibrazione. L’attività specifica del Sodio ioduro (131I) non è minore di 222 GBq/mg di iodio alla data e ora di calibrazione. Lo iodio–131 è prodotto per fissione dell’uranio–235 o tramite il bombardamento con neutroni di tellurio stabile in un reattore nucleare. Lo iodio–131 possiede un’emivita di 8,02 giorni e decade a Xenon–131 stabile con l’emissione di radiazioni gamma di 365 keV (81,7%), 637 keV (7,2%) e 284 keV (6,1%) nonché di radiazioni beta di energia massima pari a 0,606 MeV. Eccipiente con effetto noto: sodio 5,9 mg/ml. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Sodio tiosolfato pentaidrato Disodio idrogeno fosfato dodecaidrato Sodio diidragenofosfato diidrato Sodio Idrossido Sodio cloruro Acqua per preparazioni iniettabili.

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Sodio Ioduro 131i appartiene a

Tiroide


 


Ultimo aggiornamento: aprile 2018

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